Il Primato Nazionale mensile in edicola

Bergamo, 4 ott – In casa Pd ormai non si parla d’altro, l’unico argomento al centro del dibattito interno al partito è il fascismo. La legge Fiano agita così anche il sonno dei vertici renziani, è talmente grottesca da rendere surreale qualunque tentativo di giustificarla. Lo stesso Fiano poi non perde occasione per renderla ancora più indifendibile, al punto da rimediare prese di distanza anche da parte dei sindaci del suo stesso partito.

E’ il caso di Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo nonché candidato dem alla presidenza della regione Lombardia, che riguardo alla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini messa in discussione dal promotore della legge più assurda e al contempo liberticida degli ultimi anni, ha replicato così: “La cittadinanza lasciamola come monito, proporne la cancellazione è un errore che denuncia una mancanza della necessaria distanza dai fatti della storia”. In pratica Gori ha confermato che il Duce resterà cittadino onorario di Bergamo, nonostante l‘ennesimo tentativo oscurantista di Fiano: “Non mi piace per niente che ci siano ancora delle cittadinanze onorarie a Mussolini, che considero un assassino. Trovo singolare che si mantenga una cittadinanza onoraria per un assassino”

D’altronde Gori rispose picche già due anni fa all’Isrec (Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea) che chiese all’amministrazione bergamasca di cancellare l’onorificenza. E ovviamente oggi come allora si è scatenato il solito putiferio, con le puntuali litanie piagnucolose da parte dell’Anpi: “Tutte le cittadinanze onorarie conferite a Mussolini dovrebbero essere tolte. Sono inaccettabili della nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Mussolini si è reso responsabile, tra le altre nefandezze, delle famigerate leggi antisemite di cui ricorrerà nel 2018 l’ottantesimo anniversario”. Così Roberto Cenati, presidente dell’Anpi milanese, un’associazione a cui riconosciamo il merito di non pensare ad altro che al fascismo ben prima dell’avvento di Fiano all’interno del Pd.

Dopo i monumenti e i gadget adesso è aperta la caccia pure alle onorificenze e tutto sommato il risultato è sempre lo stesso: anche da morto il Duce riesce a creare diversi grattacapi ai suoi detrattori.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta