Il Primato Nazionale mensile in edicola

bambini povertàRoma, 28 mag – E’ possibile tollerare che un milione di bambini italiani siano in una situazione di povertà assoluta e che un altro milione vivano in una situazione di povertà relativa? Per povertà non si intende solo quella educativa e/o culturale,  ma anche quella puramente materiale connessa ai pasti consumati, alle attività sportive, alla possibilità di vivere in case decenti e dotate di riscaldamento. In particolare, i  parametri che si usano per definire la deprivazione sono di tipo materiale (carenza di vestiti, giochi e cibo) e immateriale (possibilità di festeggiare il compleanno o fare almeno una settimana di vacanza l’anno) e conteggiano, ad esempio, anche lo spazio per poter studiare in casa. Il disagio sfocia in prima battuta nell’abbandono della scuola e al Sud colpisce il 2-3% dei bambini: una media considerata inaudita in campo europeo.

Il recente Rapporto Istat ha dedicato attenzione al fenomeno, indicando nei minori il soggetto che in termini di povertà e deprivazione ha pagato il prezzo più elevato della crisi, peggiorando anche rispetto agli anziani. L’indice di povertà relativa che tra il ‘97 e il 2011 per i minori aveva oscillato su valori attorno all’11-12%, nel 2012 ha superato il 15% e ha raggiunto il 19% nel 2014. E il trend continua a crescere. Se a questo triste fenomeno affianchiamo il crollo delle nascite che ha fatto registrare nel 2015 il tasso di natalità piu’ basso dall’Unita’ d’Italia, il quadro è completo.

Quel che più colpisce è il silenzio assoluto dei media, dei partiti tradizionali, delle Ong, persino del Papa sul fenomeno, e la tendenza a nascondere il tutto sotto il tappeto: è molto più facile recitare la parte dei “solidali ed accoglienti” con chi approda da fuori su un barcone che con chi, invece, è figlio della propria terra e dovrebbe, a rigor di logica, essere considerato il tuo proximus. D’altronde, il governo italiano si distingue in Europa anche per un’altra peculiarità: nessuna politica di aiuto alle famiglie, nessuna politica di aiuto all’incremento demografico, nessun tipo di intervento per le situazioni di disagio materiale ed educativo per i giovani italiani.

Una volta esisteva l’Opera Maternità e Infanzia, nata nel 1925 sotto il fascismo, che tutelava con fondi statali l’educazione, l’assistenza e persino le vacanze di milioni di bambini italiani. Oggi i bambini italiani muoiono di stenti, diseducati ed emarginati perchè devono fare posto ai nuovi schiavi a basso costo importati dall’Asia e dall’Africa. Questo si chiama sterminio di un Popolo.

Carlo Bogside

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta