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È morto Keith Flint dei Prodigy, gruppo simbolo degli anni novanta

by Ilaria Paoletti
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Londra, 4 mar – Il cantante della band inglese Prodigy Keith Flint è stato ritrovato senza vita nella sua casa di Great Dunmow, nell’Essex. Aveva 49 anni. La polizia accorsa sul luogo del decesso non ha potuto far altro che dichiarare la morte del cantante, uno delle figure chiave della musica inglese degli anni novanta. Secondo gli agenti: “La morte non viene considerata sospetta e verrà preparato un dossier per il medico legale”.

Un rappresentante della East of England Ambulance ha rilasciato questa dichiarazione al Daily Mail: “Alle 8.08 abbiamo ricevuto la segnalazione di un uomo in stato di incoscienza” ma quando i soccorritori sono arrivati in casa del cantante, purtroppo, “Flint era già morto”. A dissipare ogni residuo dubbio sulle cause della morte sono arrivati i compagni di una vita. Attraverso un post su Instagram, infatti, il dj Liam Howlett ha così salutato Keith: “La notizia è vera. Non ci credo ma devo dirvi che nostro fratello Keith si è ucciso nel weekend. Sono scioccato, arrabbiato, confuso e col cuore spezzato”.

Flint era il frontman dei Prodigy sin dagli esordi. Il gruppo – che insieme a lui e Howlett era composta anche da Maxim, altro mc e dal dj Leeroy Thornill – si era formato nel 1990 a Braintree negli ambienti dei rave party. I primi album Experience Music for the jilted generation risentono ancora molto dell’influenza techno e hardcore delle feste illegali a cui i quattro partecipavano come dj e come ballerini. La conquista del mainstream del gruppo di Flint avviene però grazie a The fat of the land del 1997, pietra miliare degli anni novanta. Guidato da bombe a mano musicali come Firestarter Smack my bitch up (il cui titolo e video provocarono non poche polemiche tanto da spingere Jeremy Corbyn a chiederne al Parlamento inglese la censura per “sessismo”) è l’album-manifesto del cosiddetto big beat filone in cui verranno inglobati anche i Chemical Brothers e Fatboy Slim. La particolarità di vocalist di Flint era senz’altro quella di fondere il timbro e la presenza scenica da punk con la potenza evocativa della musica techno: con lui diciamo addio a una grande, colorata, folle e irripetibile parte degli anni novanta.

Ilaria Paoletti

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3 comments

Bracco 4 Marzo 2019 - 3:37

I Prodigy sono stati sperimentatori musicali in un periodo dove le generazioni precedenti di musicisti avevano dato troppo alla musica.

A differenza dell’autrice dell’articolo,non me la sentirei di inneggiare ad una epoca mediocre come gli anni ’90.

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Tractioncontrol 4 Marzo 2019 - 5:03

tra l’altro grande appassionato di motori e motorsport, tanto da creare e sostenere diversi team di auto e moto (anche carl cox)…

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Ciao Dylan. Addio al James Dean formato telefilm 31 Gennaio 2020 - 2:24

[…] un ictus che lo aveva colpito giorni prima a Los Angeles. Ci ha lasciati nello stesso giorno della dipartita di un’altra icona degli anni 90, Keith Flint dei Prodigy, che si sarebbe tolto la vita nella sua casa di Great Dunmow, […]

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