Roma, 22 apr – Il centrodestra può perdere le prossime elezioni politiche del 2023? Ovviamente, sì, in senso assoluto. In senso relativo sarebbe un fatto abbastanza sorprendente, considerati anche i livelli di consenso attuali.

Centrodestra (o quel che resta) e la sfida delle elezioni

Secondo i rilevamenti attuali, teoricamente, il centrodestra dovrebbe spuntarla alle prossime elezioni. Termometropolitico, che riporta la media dei vari sondaggi pubblicata anche da Fanpage, mostra una situazione generale ancora favorevole alla coalizione sulla carta opposta alla sinistra. E ciò sebbene FdI non sia il primo partito, ma, seppur di poco, venga superato dal Pd. Il partito del Nazareno è al 21,3%, quello di Giorgia Meloni al 20,9. Più distaccati la Lega (16,3%), e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte (13,3%), simbolo della caduta nei consensi delle forze che, all’epoca, costruirono il governo forse più sperimentale mai vissuto negli ultimi decenni della Repubblica. Forza Italia è all’8,3%,+Europa al 4,6% insieme ad Azione di Calenda. Poi Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3. Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni e Mdp-Articolo 1 del ministro Speranza, sono sondati ancora insieme come Leu, al 3,7%. Il centrodestra sfonda il muro complessivo del 45% dei consensi, il – di fatto – centrosinistra, comprensivo anche dei grillini, non arriva al 40% (e lo supera includendovi anche Iv). Ma l’orizzonte per i partiti opposti alla sinistra non è così roseo come potrebbe sembrare. Ecco perché.

Il consenso attuale e il sentire comune

La Lega raggiunse le percentuali straordinarie delle elezioni europee del 2019 (il 34%) sulla base di programmi politici discretamente discontinui, ed è ormai un dato di fatto. Dall’antieuropeismo all’anti-immigrazionismo, all’approccio conservatore e molto altro. La Meloni ha raggiunto le vette nei sondaggi soprattutto grazie alle scelte maggiormente “di campo”, quelle che hanno fatto più “eco”, su tutte quella di non votare la fiducia al governo Draghi.

In modi diversi, entrambi i “partiti guida” del centrodestra si sono più che modestamente inginocchiati a quasi tutte le agende previste a livello internazionale: il Carroccio per quel che concerne la fiducia sconfinata a Mario Draghi, ad una sorta di neoeuropeismo e a poche altre “briciole” ideologiche ereditate della fase politica precedente (poche e confuse, soprattutto sul tema dell’immigrazione). Giorgia Meloni avendo sposato appieno la narrazione occidentale riguardo alla guerra ucraina. Il vantaggio del presidente di FdI rispetto a Matteo Salvini è di ordine però tecnico: il suo partito non è ancora arrivato al governo, e non è assurdo pensare che ciò mantenga viva una certa fiducia nell’elettorato. Di conseguenza, le medie restano – per ora – alte. E concorrenziali con il partito rivale della sinistra, ovvero il Pd.

Ma il continuo ripiegarsi su posizioni sistemiche, specialmente riguardo la guerra, potrebbe far bruciare al centrodestra il suo vantaggio. In modo perfino clamoroso. Perché se c’è una cosa che le tornate elettorali degli ultimi anni hanno dimostrato, è che i votanti non siano così insensibili ai temi quanto si potrebbe credere. E a quanto pare, visti i fasti della Lega passati e quelli presenti di Giorgia Meloni, particolarmente ricettivi verso alcuni programmi di discontinuità. Che se non hanno alcun seguito, però, portano ad abbandonare la lista considerata di riferimento (e in modo anche abbastanza rapido se si guarda bene al nefasto esempio leghista). Vedremo cosa accadrà.

Stelio Fergola

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5 Commenti

  1. La gente ne ha pieni i coglioni di euro ed europa
    https://www.newswars.com/majority-of-italians-want-to-leave-eu/

    e nemmeno la destra li rappresenta più.

    Aumenterà solo l’astensione.

    Scommettiamo?

    La gente non vota iscritti a club atlantisti
    https://www.alessandriaoggi.info/sito/2021/02/02/giorgia-meloni-entra-nella-superloggia-internazionale-aspen-institute-ciapa-li/

    Gli Italiani vogliono essere Italiani
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/08/02/italiani-si-nasce/

    Voteranno solo gli ita(g)liani al prossimo turno.

  2. E’ quasi certo che il centrodestra perderà le elezioni, le premesse ci sono tutte; Silvietto e Matteo stanno facendo le corna alla Meloni e strizzano l’occhio a Letta. Ma si fa così ? Meritano proprio di perdere, peccato perché nel cambiamento quello vero ci avevamo sperato. Perciò aspettiamoci altri cinque anni di governi lecca-lecca con inverni al freddo, la macchina in garage, le scarpe sfondate, la zuppa di patate quando c’é. E grazie a BruxellAmeric.

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