Roma, 22 apr – La Le Pen come Putin. Questa è l’equazione proposta da Enrico Letta, alla vigilia del voto del 24 aprile, in cui i cittadini francesi dovranno decidere fra Emmanuel Macron e Marin Le Pen come futuro Presidente della Repubblica francese.

«Se in Francia vincesse Marine Le Pen sarebbe una vittoria di Putin»: le parole di Letta

Intervenendo questa mattina al convegno “Verso un’Unione per la difesa”, Letta ha sottolineato l’importanza delle elezioni francesi, il cui risultato «riguarda anche noi e tutta l’Europa». I motivi di tutta questa preoccupazione sono presto detti: «Una vittoria della Le Pen rappresenterebbe la fine dell’integrazione europea per come l’abbiamo conosciuta, rappresenterebbe un passo indietro e l’arrestarsi di uno dei motori importanti dell’integrazione europea».

Insomma, la solita retorica stantia sul nazionalismo cattivo che porterebbe alla fine dell’Europa se non addirittura del mondo. Un assommarsi di luoghi comuni che non tiene nemmeno conto del processo di normalizzazione che ha portato avanti la Le Pen, con quest’ultima che ha di molto ridimensionato le proprie posizioni euroscettiche e antisistema.

Il segretario del Pd ha poi rincarato la dose: «Se in Francia vincesse Marine Le Pen sarebbe la fine dell’Europa comunitaria. Sarebbe una vittoria di Putin, sarebbe un fatto più importante dell’invasione dell’Ucraina, il percorso dell’integrazione europea terremotato». Un delirio in piena regola, in cui delle elezioni democratiche vengono addirittura paragonate alla tragedia della guerra in Ucraina. Evidentemente per Letta il fatto che i propri avversari politici non salgano al potere ha più valore perfino della morte di migliaia di persona in un conflitto armato.

Quale bussola per il Pd?

Con ogni probabilità è già da molto tempo che il Partito Democratico non è più il partito dei lavoratori, sempre se lo sia mai stato. In ogni caso, le parole di Letta certificano ancora di più questo dato di fato. Macron è sicuramente il presidente dell’establishment, di banche e finanza, un Presidente la cui politiche interna è stata spesso una macelleria sociale. L’endorsment, più o meno diretto, verso Macron significa avvallare tutto questo. Il tutto in nome della minaccia di un’estrema destra assolutamente inesistente.

Il rinnovato europeismo e atlantismo di Letta non è piaciuto a tutti. Una vocazione “bellicista” che non è piaciuta a gran parte della sinistra, con tanto di manifesti apparsi ieri a Roma in cui si invitava a «depdificare il 25 aprile», argomentando in romanesco: «Mi nonno ai nonni di quelli der battaglione Azov je sparava, mica je regalava le armi».

Michele Iozzino

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2 Commenti

  1. e bravo letta, ti stai guadagnando il ritorno alla presidenza del consiglio al posto del “migliore”

  2. E se Le Pen perde, Putin vince lo stesso. Tu sei proprio tarato, ma che vuoi che glie ne freghi a Putin di chi vince le elezioni in Francia? Ma ci hai presi tutti per fessi? Torna a casa che è meglio, ma in Francia !!!

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