Roma, 2 giu — Questa rivista ti può aiutare ad ottenere un aborto: è lo sconcertante — ma fino a un certo punto, visti i tempi — titolo che appare sulla prima pagina dell’ultimo numero del New York Magazine. Ne dà notizia La Verità.

Il NYM insegna come avere un aborto

Una tale iniziativa non arriva per caso: è sulla scia del feroce dibattito sull’interruzione di gravidanza che negli ultimi mesi ha infiammato gli Usa, con il sito Politico che a sfregio aveva diffuso la bozza del verdetto della Corte Suprema con la quale si starebbe tentando di ribaltare la sentenza Roe vs Wade del 1973, che legalizzò l’aborto negli Stati Uniti. Un precedente simile c’è già stato, con la rivista per adolescenti Teen Vogue che tra un servizio di moda e l’altro proponeva una «posta del cuore» a base di consigli, elargiti ai minorenni, su sesso anale, aborto, le gioie del sex work (leggi: prostituzione) e via discorrendo. Ma il vademecum — «Stato per Stato», viene specificato — a corredo di un giornale, che spiegasse come uccidere bambini nel grembo materno, quello ancora non era stato dato alle stampe. Autrice del testo è la giornalista afroamericana Camille Squires con l’introduzione di Irin Carmon, collaboratrice della Cnn e sostenitrice del franchising Usa degli aborti Planned Parenthood. 

Una guida Stato per Stato

Squires spiega nel dettaglio le opzioni riservate alle gestanti che vorrebbero sbarazzarsi del proprio bambino: dai centri che effettuano aborto, alle pillole abortive come la Plan B che «rappresentano già oltre la metà di tutti gli aborti legali negli Stati Uniti». Questo se si vuole seguire la legge. Altrimenti, il New York Magazine mette a disposizione una serie di indicazioni per eluderla bellamente. A proprio rischio e pericolo. «Quello che stiamo offrendo qui», spiega Carmon, «non è una consulenza medica, bensì un percorso per comprendere le tue opzioni e responsabilità con una guida completa per abortire negli Stati Uniti adesso. Ma sarà regolarmente aggiornato online per fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno».

Non solo. Priyanka Mantha, portavoce della rivista, ha annunciato di voler utilizzare «gli annunci digitali a pagamento sulle piattaforme di social media per ampliare il pacchetto e lo strumento per le persone in tutto il Paese, comprese quelle che potrebbero non interagire regolarmente con i nostri contenuti». Più che un «servizio di pubblica utilità», una vera e propria «ansia di evangelizzazione». 

Cristina Gauri

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