Roma, 2 giu – Nel luglio del 2021, per giustificare l’introduzione del certificato verde, il premier Mario Draghi affermò: “Il green pass è una misura con cui gli italiani possono continuare a esercitare le proprie attività, a divertirsi, ad andare al ristorante, a partecipare a spettacoli all’aperto, al chiuso, con la garanzia però di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose”. Questa dichiarazione ha fatto falsamente credere a milioni di italiani che il vaccino proteggesse dall’infezione e dalla trasmissione del virus. Già allora esistevano studi, pubblicati su rinomate riviste scientifiche, che evidenziavano che il vaccino contro il Covid-19 non era immunizzante. Dopo mesi di ingannevole narrazione, televirologi ed esponenti del governo fecero un repentino cambio di rotta, asserendo che “nessuno aveva sostenuto” che il vaccino potesse bloccare la diffusione del virus. La retorica allora cambiò: i soggetti vaccinati si potevano infettare e ammalare, ma con sintomi lievi e con una scarsissima probabilità di ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. Non entriamo nel merito scientifico della questione ma gli ultimi dati pubblicati nel marzo 2022 dalla UK Health Security Agency sembrerebbero smentire pure questa narrazione.

Il nuovo mantra vaccinale

Il primo nome noto ad ammalarsi fu il professor Massimo Galli che, durante i festeggiamenti di Capodanno, contrasse il virus, nonostante tre dosi di vaccino somministrate al televirologo. A Galli, non bastò il protocollo “Tachipirina e vigile attesa”. Infatti, dovette ricorrere agli anticorpi monoclonali, giustificandosi poi: “Se non avessi avuto le tre dosi, sarei stato un candidato perfetto per un’evoluzione negativa della malattia e per il ricovero”. Pure la moralizzatrice e tre volte vaccinata Selvaggia Lucarelli non ha evitato l’infezione a maggio. Proprio lei che alla cena di Natale aveva messo sul piatto degli invitati un test rapido per il Covid e che aveva inscenato un ridicolo teatrino a bordo di un aereo per un passeggero con la mascherina abbassata, non poteva esimersi dallo scrivere quello che è diventato il mantra vaccinale: “Sono a casa con il Covid perché sono vaccinata, altrimenti magari sarei in ospedale col Covid. O al cimitero senza manco più il Covid”. Scusatemi per l’italiano stentato, ma ho dovuto riportare perfettamente il post della Lucarelli.

Per fortuna della Lucarelli, il Covid “non mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere”.

Altri due personaggi dello spettacolo hanno contratto il virus, nonostante la vaccinazione: Fedez e Chiara Ferragni. In un video, l’influencer ha raccontato: “La cosa positiva è che siamo asintomatici e probabilmente se non ci fossimo testati sempre non lo avremmo mai saputo, tutte le persone vaccinate che sto sentendo sono come noi, asintomatici o con sintomi molto blandi”.

Nel periodo natalizio, anche il vaccinato Luigi Di Maio ha contratto il Covid-19. “Non c’è spazio per strane teorie, qui ci sono solo la salute e la scienza, e un unico antidoto al virus: il vaccino“, dichiarò il ministro degli Esteri. La Farnesina ha fatto sapere che il tampone era positivo “con carica bassa”. Qualche mese più tardi, all’inizio di aprile, nemmeno Draghi sfuggì al virus. Nonostante avesse già affermato di essere asintomatico, il televirologo Fabrizio Pregliasco consigliò al premier l’assunzione di antinfiammatori, due volte al giorno.

Positivi ma con sintomi lievi

Il nuovo mantra vaccinale, “positivo ma con sintomi lievi grazie al vaccino”, è ormai diventato una vera pandemia. Il 10 maggio scorso, Bill Gates, il più grande finanziatore privato dell’Organizzatore mondiale della sanità, si è beccato il Covid-19. Nei post pubblicati su Twitter, il filantropo della salute globale ha scritto: “Sono risultato positivo al Covid. Sto riscontrando sintomi lievi e sto seguendo il consiglio degli esperti isolandomi fino a quando non sarò di nuovo in salute. Ho la fortuna di essere vaccinato e potenziato (terza dose, ndr) e di avere accesso a test e ottime cure mediche”.

Il Covid-19 ha fatto una strage, ovviamente con sintomi lievi, nelle fila dei democratici americani. Barack Obama è risultato positivo al virus nel marzo scorso, come Hillary Clinton. L’ex presidente americano ha avuto solo una leggera irritazione alla gola, mentre l’ex segretario di Stato ha sviluppato lievi sintomi da raffreddore. Entrambi grati al vaccino, invitavano tutti a vaccinarsi e a potenziarsi con la terza dose.

Kamala Harris e Nancy Pelosi, entrambe già inoculate con la quarta dose, sono risultate positive nell’aprile scorso. La vicepresidente americana, solita a indossare due mascherine, ha scritto un post in cui affermava di non avere sintomi e di essere grata alla quadrupla vaccinazione. Lo staff della speaker della Camera ha fatto sapere che la Pelosi era “grata per la solida protezione fornita dal vaccino”.

Anche Jay Inslee, governatore dello Stato di Washington, e Gavin Newsom, governatore dello stato della California, hanno ufficializzato la loro positività. Il primo ha affermato di avere sintomi lievi grazie al vaccino e al booster, invitando i washingtoniani alla vaccinazione. Il secondo è stato trattato con l’antivirale Paxlovid, nonostante la vaccinazione e i sintomi lievi. Entrambi hanno dichiarato di essere grati al vaccino.

Il 10 maggio scorso, la portavoce della Nato ha reso noto che il vaccinato e potenziato segretario generale Jens Stoltenberg era risultato positivo al Covid-19 e aveva sintomi lievi.

Pure Jacinda Ardern, primo ministro della Nuova Zelanda, è risultata positiva al virus, ovviamente con sintomi lievi. Come è noto, la premier ha reso la vita impossibile ai suoi connazionali con la strategia “Zero Covid” fino all’ottobre del 2021, chiudendo i confini nazionali e imponendo pesanti lockdown.

Grazie al vaccino, sono positivo al virus

“Sono grato al vaccino perché sono positivo al Covid ma con sintomi lievi” è come “Sono grata alla pillola anticoncezionale perché sono incinta ma solo lievemente”. Senza entrare troppo nel merito della questione, ci chiediamo se i vaccini contro il Covid-19 sarebbero stati autorizzati alla fine del 2020 con i dati sull’efficacia disponibili ora e se sarebbe stata autorizzata dai governi nazionali una vaccinazione di massa che ha imposto di fatto l’inoculazione anche ai soggetti giovani e non fragili. Ricordiamo che ogni decreto del governo Draghi, riguardante il green pass e l’obbligo vaccinale, conteneva la dicitura “al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2” e ciò non significa “essere positivi ma con sintomi lievi”. Ci auguriamo che il prossimo mantra vaccinale non sarà “grazie al vaccino, sono morto ma lievemente”.

Francesca Totolo

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1 commento

  1. Esatto Francesca tutto corretto ma il problema è che questa propaganda terapeutica, questo terrorismo mediatico panottico ha avuto e come il suo effetto, tant’è vero che le persone girano ancora mascherinate e seguono ancora quasi completamente gli stessi “protocolli” di prima, facendosi tamponi e quant’altro anche se hanno a malapena un pò di raffreddore… In aggiunta a ciò, e per capire come ormai questo modus vivendi sia entrato completamente nella quotidianità della maggioranza, già tutti si sono dimenticati di cosa è successo nei passati due anni,di tutte le bugie, le contraddizioni etc come fosse stato tutto normale, una cosa che invece ha cambiato profondamente le abitudini di molti e la società in cui viviamo , rendendo quanto mai vivida e reale anche se grottesca una distopia tecno-sanitaria che ho paura sarà difficilissimo abbattere…

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