Bruxelles, 11 set – Più che i risultati del risiko tra gli Stati dell’Ue alla ricerca della nomina di “peso”, a destare l’attenzione della stampa durante la presentazione ufficiale della nuova Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen sono state alcune nuove denominazioni. A destare curiosità soprattutto il titolo riservato ad uno degli otto vicepresidenti: il greco Margaritis Schinas sarà il commissario per la “protezione dello stile di vita europeo”. Sostituisce il connazionale Dīmītrīs Avramopoulos e si occuperà di immigrazione.

Una svolta identitaria?

A questo punto bisognerebbe cercare di capire almeno due cose: cosa si intende per “stile di vita europeo” e da chi andrebbe protetto. Difficile pensare che la nomina di un moderato come Schinas, membro del partito popolare ed ex portavoce di Juncker, sia connessa con una rivendicazione identitaria. In tale caso la “protezione” dovrebbe coinvolgere anche un’opposizione ai flussi migratori, a quell’invasione che appunto metterebbe a rischio la way of life dei popoli europei. Nel corso della presentazione una giornalista ha chiesto direttamente alla von der Leyen lumi sulla connessione tra protezione dello stile di vita europeo e flussi migratori, ma la neopresidente della Commissione ha preferito glissare.

Ong sul piede di guerra


Ovviamente le Ong “pro migranti” non hanno digerito la nuova nomenclatura europea e le accuse di “fascismo” o simili sono fioccate immediatamente. Andrew Stroehlein della Ong Humans Right Watch accusa la Ue di “aver adottato la cornice ideologica dell’estrema destra”. Per Amnesty international la “protezione dello stile di vita europeo” con connessione all’immigrazione “manda un messaggio preoccupante”, mentre per la Ong Friends of Earth il pensiero che gli europei “debbano essere protetti dalle culture esterne è un pensiero fascista che non dovrebbe essere vicino alla politica migratoria”.

Anche alcuni eurodeputati, in particolare britannici del partito laburista e verdi francesi, hanno in generale contestato la decisione definita un “abominio”. Dal canto suo Schinas non sembra riservare molta attenzione alle critiche e si dice “entusiasta e onorato di essere stato nominato vicepresidente e commissario per la protezione dello stile di vita europeo“. Denominazione che di primo acchitto potrebbe suscitare qualche simpatia nel campo identitario. Difficile però pensare che con un quadro politico di questo tipo, alla rivoluzione dei titoli possa accompagnarsi una rivoluzione sostanziale nell’ambito della politica dell’Unione.

Davide Di Stefano

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5 Commenti

  1. Forse pure i porci immigrazionisti che stanno ai vertici di questa “famiglia felice” che si automillanta la U.E. , capiscono che le facce color merda che fanno entrare “senza se e senza ma”, se se li trovassero davanti in gruppi o legioni, non farebbero alcuna distinzione tra un bianco “democratico” o un bianco “fascista”, dunque, se un domani le dette facce colorate dovessero espugnare, forti del numero, le ville fortificate dei nostri dirigenti “radical chic” , sarebbero davvero cazzi amari! Quindi, chissà, fermare il processo è forse impossibile, (ostante Soros, Rothschild, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Quatar, etc. , etc. ), … Ma protrarlo il più possibile nel tempo….. I Latini dicevano: “Dies certus an, et incertus quando” , è certo che il giorno verrà… Ma non è certo il quando… Quindi…..

  2. Che titolo hanno, ‘ste ONG, per rilasciare o negare patenti di legittimità a chicchessia? Sono in massima parte dei “questuanti di lusso”, come dimostrano le INFINITE, OSSESSIVE e COSTOSISSIME campagne dei “dona-nove-euro(al-mese)” che sicuramente tutti conoscete fin troppo bene, quelle con le mamme coraggiose dalla voce querula e i bimbini con le mosche negli occhi. Ma che vadano a dare il ramato, va’, che ci prendono tutti per imbecilli.

    P.S. Informatevi sul costo di ogni singolo spazio promozionale di trenta secondi su una rete a diffusione nazionale in fascia d’elevato ascolto, così vi fate un’idea del giro d’affari. Sono cifre astronomiche.

    • Gentile Sig. “ugo”,
      mi consenta una chiosa al Suo – peraltro assolutamente condivisibile – commento.

      Le O.N.G., in quanto “Non Governative” sono PRIVATE!!!

      Aggiungo che – ogni volta che ho avuto a che fare con le Organizzazioni di che trattasi – mi e’ regolarmente venuta l’orticaria (per me si sentono “unti dal Signore” e, in quanto tali, sia depositari della Verita’ che superiori ad ogni organizzazione governativa (statale, nazionale, etc.))…

      La ringrazio per l’attenzione e Le auguro un buon pomeriggio

    • Concordo, Carl. Ero al corrente del fatto che le ONG sono entità private, così come mi sento pienamente autorizzato dall’osservazione della realtà che mi circonda a ritenere che coltivare lo “spirito umanitario” sia il fanalino di coda dei loro intendimenti (e, credo, quel fanalino l’hanno pure perso per strada). Questo per lo meno ai livelli dirigenziali. Che poi nella “truppa” possa esserci qualche anima candida in buona fede è sempre possibile, anche se la buona fede non sminuisce il danno.

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