Roma, 29 sett – Elly Schlein segretario Pd? Sì, lo sappiamo, nella giornata di ieri avevamo recepito l’informazione su Stefano Bonaccini favorito numero uno. Ma le informazioni sul Nazareno si rincorrono e il tempo permette di fare anche altri ragionamenti. Cercando di entrare nella contorta testa dei piddini, potrebbe accadere l’impensabile. Che sarebbe ridicolo ma anche molto, molto divertente.

Schlein segretario Pd?

La questione comincia a diventare tortuosa. Sebbene il presidente della Regione Emilia Romagna sia considerato in pole position, il quadro della situazione politica italiana attuale potrebbe solleticare gli infiniti complessi di inferiorità dell’universo dem sulla sempreverde questione “femminista”. La suggestione a cui viene di pensare è esattamente quella. In questo momento storico, la sinistra si prepara a ricevere la più clamorosa sberla ai suoi sermoni sulla parità di genere mai vista. Il primo presidente del Consiglio donna, infatti, potrebbe essere Giorgia Meloni, e ormai anche il condizionale è limitato, perché per non ricevere la nomina, non immaginiamo proprio cosa dovrebbe succedere di clamoroso.

Nella tortuosa campagna elettorale, addirittura Enrico Letta aveva cercato di mettere una toppa sull’eventualità ora in essere, rosicando visibilmente e giudicando addirittura la Meloni stessa come una “donna che non va bene”, come riportava il Giornale, in quanto portatrice di “politiche patriarcali e maschiliste”. Come a dire, non sappiamo veramente più che pesci prendere, visto che di leader donne, noi, non ne abbiamo prodotta mezza in trent’anni di parole pronunciate solo per dare fiato alla bocca.

Allora ecco la suggestione geniale, fantozziana, fuori dagli schemi, il colpo da fuoriclasse democratico. E se Elly Schlein diventasse segretario del Pd per “compensare” la mazzata ideologica in arrivo con la nomina di una donna di destra a Palazzo Chigi? Non sarebbe da escludere: d’altronde, nel mondo storto progressista, tutto può accadere. Anche di “rispondere” potendo vantare l’elezione del “primo segretario Pd donna”. Chi vivrà, vedrà.

Un complesso di inferiorità può portare a tutto

Quando si ciarla e non si realizza niente delle proprie astruse teorie, tutto può accadere. Il meraviglioso universo piddino ce lo ricorda dalla mattina alla sera, da anni. Ancora è nella memoria una delle numerose perle del “mandato Letta” (sul quale, probabilmente, si potrebbe scrivere un libro), ovvero l’ossessione di dover a tutti i costi nominare due donne quali capigruppo alla Camera e al Senato, come risuonò su diversi quotidiani, tra cui ovviamente Repubblica. E ovviamente ancora risuona la fissazione per le famigerate quote rosa, invece di promuovere la capacità femminile nella politica, cosa che qualunque persona sana di mente valorizzerebbe. Insomma, la storia è piena di tocchi di classe. Ma è sempre pronta a scrivere nuove pagine leggendarie. E siamo sicuri la galassia piddina potrà sorprenderci per l’ennesima volta.

Stelio Fergola

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