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Genova, 5 mag – Se si passeggia per Genova, lungo il quartiere Marassi, possiamo notare corso Alessandro De Stefanis. Tale via è intitolata ad un grande personaggio della storia della ex repubblica marinara e costeggia, per farci capire, tutta la tribuna est dello stadio della Sampdoria e del Genoa.

L’amico di Mameli

Una caratteristica di Alessandro De Stefanis che viene continuamente ripetuta dagli storici è la sua straordinaria somiglianza con Goffredo Mameli, il patriota cui, probabilmente, ogni italiano dovrebbe rendere eternamente omaggio. De Stefanis nacque da un’agiata famiglia mercantile il 17 dicembre 1826 a Savona. Il giovane si spostò a Genova, tuttavia, per prendere parte agli studi di medicina presso la prestigiosa università locale. Fomentato da pensieri patriottici, trovò pane per i suoi denti nel Circolo Italiano, un “club” di ragazzi e professori dagli spiccati ideali risorgimentali. Non ci mise molto a cacciarsi nei guai per le sue idee spiccatamente antisabaude.

Lo scoppio della prima guerra d’indipendenza, tuttavia, lo costrinse a combattere sotto la croce dei Savoia. Nonostante tutto, il giovane si distinse a Custoza e venne decorato con una medaglia d’argento al valor militare per aver conquistato un colle di fondamentale importanza strategica.

I moti del ’49

Agli ordini di Lorenzo Pareto, Alessandro De Stefanis condusse i suoi compagni genovesi contro i bersaglieri di La Marmora nel contesto dei moti insurrezionali del 1849. De Stefanis difese strenuamente Forte Begato ma, alla fine, i soldati del Regno di Sardegna ebbero la meglio.

Il 5 aprile 1849 venne ferito gravemente ad una gamba da due soldati sabaudi. Una volta rincorso il malcapitato, lo presero a calci e pugni lasciandolo semi-morto sul ciglio della strada. Alcuni giorni dopo, De Stefanis venne rinvenuto da un suo compagno di battaglie e venne portato in ospedale. Le ferite erano troppo gravi e, dopo un mese di agonia, morì il 5 maggio 1849. Il suo nome venne cancellato dagli annali dei caduti per la l’unificazione d’Italia per i suoi ideali invisi alla monarchia.

Nonostante tutto, una targa commemorativa è tuttora presente nel santuario di Nostra Signora di Loreto recitante:

“Alessandro De Stephanis di Savona / propugnatore volontario dell’Italica indipendenza / combatté nel 1848 con antica virtù / ed ebbe premio di valore militare. / Uscito alla seconda prova / lo rattenne a mezzo il cammino la misteriosa fortuna dell’oppressore. / Ferito a Genova nei moti d’aprile – penò ventotto dì / poi lo spirito magnanimo volò alla patria dei liberi perdonando. / Odi la voce del sangue innocente / o Liberatore supremo”.

Tommaso Lunardi

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