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Roma, 20 gen – Presi di mira, ultimamente, da élite e popolino, i giornalisti sono stati alcuni dei personaggi più influenti dei più disparati regimi. Uno di questi fu sicuramente Araldo di Crollalanza, uomo d’azione e di cultura che, nei confronti dell’attuale sistema giornalistico, dovrebbe essere un punto di riferimento.

IN CAMICIA NERA

Araldo di Crollalanza nacque a Bari il 19 maggio 1892 da una famiglia di nobili origini pugliesi. Il padre, infatti, era un araldista e genealogista oltre che direttore dell’istituto di scienze economiche locale, la madre era invece discendente dei baroni di Bitetto.
Venuto a conoscenza degli ideali di San Sepolcro, di Crollalanza aderì al fascismo nel 1919 e fu così preso dall’ideologia nazionalista legatasi che venne scelto come capo delle camicie nere pugliesi alla Marcia su Roma. Nel 1922 fu massone presso la Loggia d’Italia e, dall’anno successivo, scalò i ranghi del Partito Nazionale Fascista fino ad ottenere la nomina di console generale della MVSN.

Tra il 1926 ed il 1928 fu podestà di Bari fino all’elezione come deputato del PNF. Prima fu sottosegretario poi ministro dei lavori pubblici dal 1930 al 1935. Il suo impegno si dimostrò particolarmente intenso in occasione della ricostruzione dopo il disastroso terremoto del Vulture del 23 luglio 1930.

A CAPO DEGLI EX – COMBATTENTI

Araldo Di Crollalanza fu a capo dell’Opera Nazionale Combattenti e la diresse nella bonifica dell’Agro Pontino. Fu proprio per merito suo se le città di Littoria, Sabaudia e Pontinia vennero alla luce oltre che alle successive città di Aprilia e Pomezia. Il suo lavoro venne così ben riconosciuto che venne nominato presidente della Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

LA CADUTA

Dopo l’8 settembre 1943 fu commissario straordinario per il Senato e la Camera della neonata Repubblica di Salò. Il “disperato amore” per il regime portò di Crollalanza all’arresto immediato il 13 giugno 1943 per essere stato “compromesso” con le attività fasciste durante la guerra civile.

Nel dopoguerra Ricoprì il ruolo di redattore al Secolo d’Italia e si candidò come senatore con il Movimento Sociale Italiano. Venne rieletto per sette legislature.
Bari restò sempre debitrice a questo importantissimo personaggio della storia della Puglia. Prima come podestà, poi come sottosegretario e ministro tra il ’22 ed il ’43, di Crollalanza riqualificò e bonificò il lungomare di Bari e i territori adiacenti.
Morì a Roma il 18 gennaio 1986, rieletto ancora una volta con il MSI.

Tommaso Lunardi

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