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Roma, 6 ott – La famiglia Bassi, a Trapani, è diventata famosa per l’ardimento ed il coraggio dei suoi membri. Vanno particolarmente ricordati il maggiore Angelo, caduto in Africa, il figlio secondogenito Aldo, soldato e sindaco di Trapani e suo fratello, l’asso dell’aviazione Livio Bassi.

SULLE ORME DEL PADRE EROE

L’8 ottobre 1918, a guerra ormai finita, Angelo Bassi ebbe un figlio che chiamò Livio, destinato a diventare suo degno successore. Angelo, anzi, il maggiore Bassi, morirà in Cirenaica nel 1927 quando non aveva nemmeno quarant’anni. Livio Bassi non si demoralizzò ma, al contrario, volle dimostrare il sempiterno valore della sua famiglia. Per questo motivo, si iscrisse alla Scuola militare della Nunziatella e, nel 1936, poté frequentare il “Corso Rex” della Regia Accademia Aeronautica di Caserta. Bassi ottenne, così, il brevetto di pilota ed il grado di sottotenente pilota per potersi così preparare al successivo corso di bombardiere, anche se poi passerà alla specialità di caccia.

L’ALBANIA…

Dopo essere stato promosso a pilota, venne posto in S.P.E. ossia in servizio permanente effettivo. Livio Bassi venne immediatamente affidato alla 395° squadriglia del 160° gruppo autonomo cacciabombardieri che stazionava in Albania. Tutto questo accadeva l’indomani dell’entrata dell’impero italiano in guerra, nel giugno 1940.

E LA GRECIA

Il 26 ottobre, il caccia “Freccia” di Bassi decollò per allinearsi con il 154° gruppo autonomo caccia terrestre, appena due giorni prima dell’attacco italiano ai danni della Grecia. Pochi mesi dopo, il 18 dicembre, Livio Bassi ottenne la sua prima vittoria quando riuscì ad abbattere un bombardiere Bristol Blanheim. Il 6 gennaio successivo ne abbatté un secondo e l’8 gennaio intrattenne un terribile scontro con i caccia della R.A.F. L’11 febbraio, inoltre, Bassi attaccò l’aeroporto alleato di Jannina distruggendo diciotto velivoli e abbattendone altri due in corso di decollo.

Il 20 febbraio 1941, il compagno di corso Alfredo Fusco, venne circondato da sei caccia Hawker Hurricane inglesi. Livio Bassi intervenne in soccorso dell’amico ma non poté nulla contro l’asso inglese Marmaduke Pattle che abbatté il velivolo di Fusco e facendo precipitare in fiamme quello di Bassi. L’aviatore di Trapani scese dall’aereo visibilmente ferito. Morirà il 2 aprile successivo per le ferite riportare in combattimento.

Per il suo eroico gesto verrà decorato con la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: “Arditissimo pilota da caccia di provato valore partecipava a numerose ed alle più rischiose azioni di guerra compiute dal suo reparto abbattendo con azione individuale 4 velivoli nemici. Durante un bombardamento aereo sul proprio campo, eseguito da preponderanti forze aeree nemiche scortate da caccia, partiva subito in volo affrontando l’impari lotta con suprema audacia e slancio incomparabile, contribuendo a stroncare l’offesa avversaria e ad abbattere due apparecchi. Rimasto ferito, con il velivolo gravemente danneggiato, anziché salvarsi col paracadute, tentava rientrare al campo; ma, nel generoso tentativo, ai limiti del campo stesso rimaneva avvolto dalle fiamme sprigionatesi dai serbatoi forati. Gravemente ustionato veniva soccorso e trasportato all’ospedale dove, dopo due mesi di atroci sofferenze, chiudeva serenamente la gloriosa giovane vita nella visione della Patria vittoriosa, già da lui tanto mirabilmente servita”.

Tommaso Lunardi

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