Roma, 27 apr – Trieste, il Friuli-Venezia Giulia, l’Istria, la Dalmazia, il Dodecaneso. Tutti luoghi diversi, lontani ma con un’unica base comune: il legame con la patria Italia. L’eroe di cui si tratterà quest’oggi diede la propria vita piuttosto di combattere sotto l’insegna del nemico e per questo può, ad ogni modo, essere considerato l’ultimo dei patrioti.



Tra le fila austriache

Giambattista Tonini nacque a Valfloriana in provincia di Trento nel 1882. Il paesino, attualmente abitato da 450 anime, era al confine tra Austria-Ungheria ed Italia. Tuttavia, il sentimento di appartenenza alla penisola da parte degli abitanti di Valfloriana e di tutta la valle di Fiemme era molto forte ed infastidiva molto gli austriaci.

Tonini non volle, però, abbandonare la propria famiglia. Di conseguenza, essendo Valfloriana sotto il dominio degli Austriaci, dovette rispondere alla chiamata alle armi. Come molti compagni di lingua italiana e di spiccato senso patriottico, venne mandato in Val di Cembra per prepararsi alla Strafexpedition anti-italiana.

La notte del giovedì santo

Il 22 aprile 1916, Giambattista Tonini venne chiamato, assieme ai suoi compagni, per un brindisi assieme all’ufficiale Hell. Il giovane rispose, al momento dell’innalzamento dei calici, di voler brindare certamente, ma non all’Austria, bensì alla sua Italia. Lo sgomento si diffuse rapido in tutto il campo tra sostenitori e ufficiali che, invece, decisero di incarcerarlo. Malgrado i vari tentativi imposti a Tonini di abiurare alla sua affermazione, il soldato rimase impassibile.

Hell denunciò Tonini per alto tradimento e si decise di giustiziare il soldato con una sommaria fucilazione. Il 25 aprile 1916, Giambattista Tonini venne, quindi, ucciso dai soldati austriaci. La sua storia venne celata tra i reparti austriaci ed italiani ma, nonostante tutto, l’oste della locanda dove il soldato si sarebbe rivoltato ai suoi compagni, fece trapelare la notizia. Ben presto, in tutta la Val di Cembra e la Val di Fiemme, il nome di Tonini venne celebrato e ricordato come l’ultimo patriota del Trentino-Alto Adige.

Tommaso Lunardi

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