Roma, 28 apr – Se la Libia piange, l’Algeria non ride. E la lunga coda – insieme alle devastanti conseguenze – delle cosiddette “primavere arabe” arriva a toccare anche l’ex colonia francese dove, dopo settimane di proteste, si è dimesso lo storico presidente Abdelaziz Bouteflika. Una decisione che non ha però placato la rabbia popolare, con i cittadini che continuano, ogni venerdì, a scendere ancora in piazza. E che apre importanti incognite sul futuro della nazione maghrebina.



Gas e non solo

Con un’estrazione annua pari a 130 miliardi di metri cubi, l’Algeria è fra i primi dieci Paesi al mondo per produzione di gas naturale. Una risorsa strategica che prende principalmente la via del nord: dalle coste che si snodano fra Marocco e Tunisia partono tre gasdotti – uno verso la Sicilia e due verso la Spagna – che fanno di Algeri il terzo fornitore europeo del prezioso idrocarburo.

La terza piazza diventa seconda posizione se si considera la sola Italia, che da qualche anno deve fare anche i conti con la produzione a singhiozzo della Libia. L’infrastruttura più importante è il gasdotto Transmed – Enrico Mattei, che dopo un transito in Tunisia passa sotto il mediterraneo per arrivare a Mazara del Vallo, capace di trasportare oltre 30 miliardi di metri cubi l’anno.

Le mosse di Eni

Nel risiko algerino, l’ultima novità è rappresentata dalla “defenestrazione” di Abdelmoumene Ould Kaddour, numero uno di Sonatrach, il colosso energetico di Stato. L’avvicendamento, stando ad indiscrezioni, sarebbe da imputare ad un colpo di mano dell’esercito algerino, che sta giocando la sua partita parallela dopo le dimissioni di Bouteflika.

I sommovimenti d’Algeria non sembrano però aver impensierito l’Eni. Il cane a sei zampe ha infatti appena siglato un memorandum per consolidare la storica alleanza (Enrico Mattei fu sostenitore, negli anni ’50, della lotta per l’indipendenza del Paese) con Sonatrach. L’accordo, firmato alla presenza del nuovo presidente e amministratore delegato Rachid Hachichi, tocca aspetti di natura sia industriale (per lo sviluppo di nuovi bacini) che commerciale, legati al mercato del gas.

Nicola Mattei

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