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Roma, 12 giu – Giuseppe Di Rorai nacque il 25 ottobre 1885 a Loreo (RO) da Giovanni e Maria Bonandini. Mentre si accingeva a completare gli studi di ragioneria, venne chiamato alle armi.
Completato il corso Allievi Ufficiali del Regio Esercito, nel luglio del 1915 venne assegnato al 2° Reggimento dei Granatieri di Sardegna con il grado di sottufficiale. Il Reggimento del soldato di Rovigo resistette strenuamente alla Strafexpedition austriaca del maggio 1916 e, distintosi particolarmente, Giuseppe Di Rorai ottenne una medaglia d’argento al valor militare in quanto “guidava con intelligente e valoroso ardire una ricognizione nelle linee avversarie, riportandone utili informazioni e catturando prigionieri. In un violento e breve combattimento di sorpresa, con lotta corpo a corpo, caduto in mano del nemico e disarmato, riusciva con gran coraggio e destrezza a liberarsi; bell’esempio di coraggio ai compagni e ai gregari”. Tra il 18 ed il 23 agosto 1917, inoltre, si distinse nella battaglia di Selo dove venne decorato con una medaglia di bronzo al valor militare; infatti “incaricato di provvedere al collegamento con reparto di altro corpo, guidando con abilità la propria compagnia, assolse lodevolmente il suo compito. Mantenne poi la posizione occupata per il collegamento, respingendo contrattacchi nemici in forze superiori e dando bello esempio di virtù militari”. Oltre alla medaglia, Giuseppe Di Rorai verrà promosso al grado di capitano. Dopo un anno di conflitto e dopo aver ricevuto altre due medaglie d’argento, la guerra finì. Per il nostro, però, era appena iniziata.
Nel 1919, infatti, il rodigino venne inviato in Africa a Massaua, prima, per poi venir trasferito in Libia nel 1922 per sedare una rivolta delle popolazioni indigene che reclamavano l’indipendenza. Giuseppe Di Rorai si distinse ancora una volta in guerra durante la conquista della Cirenaica a Uadi Mftam ma, l’11 giugno 1923, cadde in battaglia durante un’offensiva a Marsa Brega, il principale porto libico sul Mediterraneo. In suo onore, gli venne commemorata una medaglia d’oro al valor militare in quanto “personificazione vera delle più elette virtù militari, eroica figura di ufficiale seppe anche combattendo contro i ribelli della Cirenaica far rifulgere il suo indomito valore e mostrarsi degno delle ambite ricompense di cui era già insignito. In testa alla sua compagnia a Uadi Mftam seppe con somma perizia, con slancio ammirevole, con prontezza ed energia, condurre vittoriosamente il primo attacco delle nostre truppe contro un forte campo ribelle, che sconfisse mettendolo in precipitosa fuga. A Marsa Brega il suo contegno calmo e sereno di fronte al soverchiante nemico suscitò l’ammirazione dei suoi ascari. Colpito a morte mentre col grido fatidico di “Savoia” trascinava i suoi all’assalto rivolse il suo ultimo pensiero alla Patria lontana, inneggiando alla vittoria delle nostre armi”.
A Cavarzere vennero celebrati solenni funerali in suo onore, ai quali partecipò anche Italo Balbo. Rovigo e Roma onorarono il loro eroe caduto per la Patria intitolandogli una via.
Tommaso Lunardi

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