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Roma, 28 mar – A Napoli il 25 aprile 1894 nasceva Lorenzo Gasparri, uno dei più famosi e importanti marinai italiani della seconda guerra mondiale. Cresciuto a stretto contatto con il mare, ben presto si appassionò alla navigazione così, nel 1912, si iscrisse all’Accademia Navale di Livorno uscendone nel 1914, alla vigilia della Grande Guerra, con il grado di guardiamarina. Nel 1915, allo scoppio del primo conflitto mondiale, riuscì ad ottenere anche la promozione a sottotenente di vascello e direttore di tiro. Nel 1918 partecipò alla Battaglia di Durazzo a bordo dell’incrociatore corazzato San Giorgio. Il motto della nave, durante il conflitto, era “Tutor et ultor” ma venne mutato in “Protector et vindicator”. La nave avrebbe protetto i suoi marinai e li avrebbe condotti alla vittoria malgrado ogni avversità. La “San Giorgio” ha una storia molto particolare. Partecipò a moltissimi conflitti, dalla guerra italo-turca alla Guerra Civile Spagnola, fino all’affondamento nel 1940. Si tratta quindi di una delle navi da guerra più longeve di sempre.
Tornando a Gasparri, il giovane napoletano dimostrò particolari abilità belliche che gli valsero la Medaglia d’argento al valor militare. Tornato in patria, volle continuare gli studi una volta finito il conflitto. Nel 1921 si laureò in ingegneria al Politecnico di Milano. Di lì a pochi mesi ebbe il comando di una squadriglia di siluranti. Come capitano di corvetta venne inviato a Tientsin nel 1927, ivi ebbe il comando del Distaccamento della Marina fino al 1928. Una volta rimpatriato, Gasparri venne promosso al grado di capitano di fregata ma, nel 1934, partecipò alla guerra d’Etiopia a bordo dell’incrociatore Taranto. Una volta terminato il conflitto venne promosso a Comandante del Comando Marina di Assab. Dopo essere stato posto a capo della Conte di Cavour nel 1940, nel 1941 fu promosso contrammiraglio e, di conseguenza, divenne comandante del Gruppo Cacciatorpediniere di Squadra facendo da scorta ai convogli bellici provenienti dalla Libia.
Il 3 gennaio 1943 ottenne, finalmente, la promozione di ammiraglio di divisione. Dopo pochi mesi, il 28 marzo 1943, nella sua Napoli, nel porto che fin da piccolo aveva visitato e girato in lungo e in largo, una motonave, la Caterina Costa, si incendiò. Il fuoco poteva danneggiare gravemente alcune unità affidategli e ciò, agli occhi del fervido soldato, era qualcosa di inaccettabile. Aiutò, pertanto, personalmente i funzionari addetti a domare le fiamme ma, purtroppo, un deposito di munizioni poco li vicino esplose distruggendo l’arsenale e portandosi via con se anche il giovane ammiraglio. Gli venne attribuita la Medaglia d’oro al valor militare lo stesso giorno con, annessa, una commovente dedica. Gasparri era appassionato assolutamente al suo lavoro, lo amava e amava aiutare i suoi compagni e le sue leve. Era un personaggio di grande carisma indubbiamente. “Esempio a tutti per la sua fervida attività, per lo spirito combattivo, per l’amore della responsabilità e del rischio, prendeva di sua iniziativa imbarco sulle unità designate alle missioni più pericolose”. Un esempio di coraggio e fedeltà, di amore e di dedizione alla causa di guerra, l’ennesimo eroe nascosto dalla coltre di nebbia della storia dei vincitori. Un personaggio da riscoprire e porre nel suo posto d’onore.
Tommaso Lunardi

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2 Commenti

  1. Nel 1940 a comandare l’incrociatore , adibito alla difesa di Tobruk, vi era il C.V. Stefano Pugliese! Il 22 gennaio 1941 ordnò l’autoaffondamento dell’incrociatore e per quanto dimostrato in guerra fu decorato della Medaglia d’oro al valor militare! Nessuno oggi lo ricorda, nemmeno i suoi Paesani di Cirò, mio Paese di nascita, tanto da intestare una strada al fratello Vittorio, ex deputato della vecchia DC!

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