Roma, 1 mag – Il 13 ottobre 1870 nasceva a Torino Lelio Gaviglio, futuro asso della nascente aviazione italiana. I genitori erano di nobile discendenza e Lelio, come ogni giovane italiano del tempo degno di rispetto, non attese a prendere in mano il primo fucile.
Come moltissimi altri suoi compagni, però, era appassionato dalla macchina aerea e dalle acrobazie in volo. Nel settembre del 1913, Lelio Gaviglio venne affidato al capitano Bolla, capo della cavalleria regia, che pose il giovane torinese a capo del “partito rosso dell’invasore” del quale facevano parte anche alcuni biplani Farman. Il gruppo vicino a quello di Lelio, il “partito azzurro” aveva tra le sue fila un giovanissimo Francesco Baracca.
Nel gennaio 1915, Lelio Gaviglio è ufficiale di fanteria e viene affidato alla neonata Aeronautica militare. Il suo sogno si stava lentamente avverando. Promosso a capitano, venne affidato prima alla 9° Squadriglia da ricognizione e combattimento e poi al 2° gruppo nell’agosto del ’15 con il grado di maggiore. Nel 1916 combatterà sul fronte veneto a capo del IV Gruppo volo mentre dall’ottobre 1917 al marzo 1918 combatterà sul Piave e lo difenderà abilmente in quelli che saranno i primissimi bombardamenti aerei della storia della nostra aviazione.
Sotto il tenente colonnello Tassoni, Lelio Gaviglio combatterà a Vittorio Veneto nella decisiva offensiva italiana che consegnerà al Regno dei Savoia la vittoria finale. Purtroppo le fonti e i dati sono parecchio scarsi riguardo agli effettivi successi di Lelio in combattimento ma, di sicuro, sono stati degni della sua nome di “primo asso dell’aviazione italiana” e l’entrata, di diritto, all’interno dell’albo d’oro dell’aeronautica l’indomani della sua morte avvenuta il 30 aprile 1924.
Tommaso Lunardi



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