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Tel Aviv, 1 mag – Era un Benjamyn Netanyahu particolarmente agguerrito quello che ieri sera ha parlato alla nazione. Un discorso annunciato già dal pomeriggio, quando il suo ufficio ha diffuso la nota in cui affermava che il premier di Israele avrebbe fatto un annuncio circa uno sviluppo significativo per quanto concerne gli accordi sul nucleare dell’Iran.
Detto fatto. E l’annuncio era di quelli molto duri, destinati a rendere ancora più tesi i delicatissimi rapporti nello scacchiere mediorientale. “L’Iran non è stato corretto con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea)” ha tuonato Netanyahu mostrando quelle che lui ritiene essere le prove dei dossier nucleari di Teheran. Si tratta di 55mila file di informazioni ottenute dall’intelligence israeliana, secondo le quali nel 2017 i file sul nucleare sono stati trasferiti in una “località altamente segreta in Iran”, della quale è stata mostrata un’immagine.
Una scena simile a quella famosissima di parecchi anni fa, quando il premier dello stato ebraico si era cimentato nel disegno stilizzato di una bomba atomica, mostrando i presunti progressi iraniani in materia. Non a caso il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, prima dell’atteso discorso ha definito il primo ministro israeliano “il ragazzo che gridava al lupo”.
Ciononostante gli Stati Uniti hanno garantito l’autenticità dell’archivio segreto ottenuto da Israele, e hanno annunciato che i documenti verranno mostrato all’agenzia Onu per l’energia atomica e ad altri Paesi. Con molta probabilità ci si aspetta che il presidente americano Donald Trump stralci definitivamente l’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 dal suo predecessore Barack Obama. A tal proposito Netanyahu si è detto sicuro che Trum farà la “cosa giusta”.
L’Iran ha mentito sfacciatamente sul fatto di non aver un programma per sviluppare armi atomiche” ha aggiunto Bibi. E ancora: “l’Iran punta a dotarsi di almeno cinque ordigni nucleari analoghi a quelli utilizzati su Hiroshima”.
Il discorso di Netanyahu è arrivato dopo che nella notte erano state attaccati alcuni obiettivi iraniani in Siria. Un raid che si ritiene sia stato condotto proprio da Israele, che sebbene non abbia confermato ha lanciato un preciso monito mediante il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, il quale ha avvertito che “se qualcuno pensa di poter lanciare missili, attaccare Israele o anche i nostri aerei, non c’è dubbio che risponderemo e risponderemo con molta forza, anche se non vogliano interferire con la politica interna siriana o attaccare la Russia”.
Anna Pedri
 

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2 Commenti

  1. ……..il sionista, sicuramente , porterà anche la famosa ” fialetta”, precedentemente avanzata, alla servizievole ONU …

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