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Roma, 13 gen – La Grande Guerra si consumò tra le fredde montagne al confine tra Italia e Austria. Molti giovani soldati morirono, alcuni finirono dispersi sotto la neve, altri ancora vennero per sempre dimenticati dalla stessa Patria per la quale avevano combattuto. Vittorio Varese ottenne una medaglia d’oro al valor militare ma questo non bastò per la gloria eterna.

AL SERVIZIO DELLA PENNA

Vittorio Varese nacque il 9 gennaio 1884 a Vercelli. Era figlio di Edoardo, un magistrato di fama e Feliciana Banchetti. Completò gli studi obbligatori elementari a Vignale Monferrato per poi frequentare il ginnasio e, successivamente, il Liceo “Botta” ad Ivrea.

Ma la sorte porterà Varese lontano dagli studi classici e, invece, più vicino alle armi. Per questo motivo entrò alla Regia Accademia di Modena, uscendone con il grado di sottotenente degli Alpini.

ALLA CONQUISTA DEL MONTE NERO

Di lì a pochi anni, Varese ottenne la promozione a capitano del 3° Reggimento Alpini e gli venne affidata la 35° Compagnia del Battaglione “Susa”. Al pronti-via delle ostilità gli italiani riuscirono a conquistare rapidamente la zona del Vrsic-Vrata ma gli austriaci non fecero attendere una pronta risposta. I nostri soldati respinsero mirabilmente l’attacco e mantennero salde le posizioni. La prossima tappa era la conquista e la difesa del Monte Nero.

Toccò ai soldati di Vittorio Varese la difficile operazione di conquista della vetta. Prima di issare la bandiera italiana, però, i soldati dovevano conquistare anche le quote 2138 e 2133 che si trovavano proprio davanti la zona d’intervento italiana. Mentre la “Susa” attaccava da nord, da sud-ovest il Battaglione “Exilles” appoggiava l’intervento da sud – ovest. Il 16° giorno di operazioni, alcuni soldati della “Susa” si avvicinarono a quota 2138 che cadde sotto il dominio italiano insieme a quota 2133. Il bottino comprendeva anche 200 soldati nemici.

Alle 9 e mezza dopo meridiane, scoppiò un pesante combattimento proprio mentre la compagnia di Varese cercava di raggiungere la cima del monte. Il soldato di Vercelli si distinse mirabilmente e, ancora vivo, ottenne una medaglia d’oro al valor militare: “Sebbene febbricitante, posto all’avanguardia di un attacco contro formidabile posizione nemica, guidava la sua compagnia con formidabile slancio, e , caduti tutti gli ufficiali, precedendo il reparto, penentrando nei successivi forti e ben difesi trinceramenti nemici, determinando la conquista della posizione e facendo numerosi prigionieri e grosso bottino di guerra. Già distintosi in precedenti azioni”. Ottenne anche una medagli di bronzo e una d’argento per essersi distinto nelle battaglie del Monte Mrzli. Purtroppo, però, le condizioni climatiche erano estreme.

Vittorio Varese si ammalò di una forte febbre. Morirà all’ospedale da campo numero 21 il 30 novembre 1915.

Tommaso Lunardi

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