Roma, 12 nov – Una bomba che esplode in una moschea: è il nuovo fatto di sangue dell’Afghanistan, che già il mese scorso aveva vissuto una strage simile, con un bilancio di oltre 60 morti e 100 feriti. Non è certo soltanto il terrorismo in Europa a fare paura, ma anche quello che coinvolge le terre “di origine” del fenomeno e, con buona probabilità, nuovamente lo Stato islamico. A riferirlo è un’Ansa di oggi pomeriggio.



Afghanistan, la bomba che esplode nella moschea

Il dramma avviene nella mattina, quando un’esplosione in una moschea nella provincia afghana di Nangarhar, nella zona orientale del Paese, genera vittime e feriti. Il bilancio totale, ancora non definitivo, parla di 15 persone ferite e tre morti. Secondo un funzionario talebano, interpellato dall’agenzia di stampa AFP, “c’è stata un’esplosione durante la preghiera del venerdì all’interno di una moschea nel distretto di Spin Ghar”. L’esplosione è avvenuta nella località di Traili, stando a Qari Hanif, il portavoce del governo talebano nella provincia.

Ancora nessuna rivendicazione

È molto probabile che gli autori risiedano ancora nel gruppo afghano dello Stato islamico, che a Nangarhar aveva agito per la prima volta nel 2015 e che aveva già rivendicato una serie di attentati sanguinosi in Afghanistan, subito dopo il ritorno al potere dei talebani. Una campagna di violenza nella provincia perpetrata da tempo dallo Stato islamico, generando sparatorie e attacchi dinamitardi contro i rivali al potere nel Paese. Si teme che il bilancio possa essere peggiore e riguardare decine di vittime, ben oltre le tre finora conteggiate.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Vorrei sapere se è una moschea appartenente agli sciiti, come in attentati precedenti, o ai sunniti. Nell’articolo non si dice ed è importante. I talebani sono sunniti.

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