Roma, 12 nov — Ve li ricordate, i dem, quando due anni fa sfottevano chi chiedeva di «parlare di Bibbiano» e del sistema di affidi illeciti scoperchiato dall’inchiesta Angeli e Demoni? Dove sono finiti i vari Fiano, Morani, Santori, i Left della situazione alla notizia della condanna a 4 anni dello psicoterapeuta Claudio Foti?



E’ bene non dimenticarselo: inizialmente la tragica vicenda degli affidi di Bibbiano è stata descritta da vari esponenti di sinistra come una sorta di complotto dell’estrema destra, infarcita di fake news tese solo a screditare il buon operato amministrativo dem e certi modelli di psicologia e manipolazione dell’infanzia tanto cari all’agenda progressista.
E come da storica tradizione della sinistra, nonostante la vicenda riguardasse dei bambini piccoli sottratti alle loro famiglie e spesso sottoposti, secondo la ricostruzione della accusa, a procedimenti psicologici induttivi e manipolatori, gli esponenti politici di sinistra non hanno mancato di negare, ridurre e minimizzare con saccenza e sarcasmo ignobili.

“E allora Bibbiano?” Eccola, Bibbiano 

Ricorderete senza dubbio il famigerato «e allora Bibbiano?»; sempiterna risposta quella degli «e allora…» con cui la sinistra riduce, nega, sbeffeggia drammi di cronaca o storici.
E chiaramente ora che le evidenze processuali e le sentenze, assieme ai rinvii a giudizio, iniziano a tratteggiare un quadro piuttosto inquietante, e a confermare l’assetto accusatorio, tutti i solerti, sarcastici, feroci post-comunisti sono scomparsi. In liturgico, glaciale silenzio.

Quando Santori blaterava: “Bibbiano è solo uno slogan, chi lo usa non ha cervello”

Le sardine sono e restano l’arroganza ignorante fatta movimento. Lo ricordano benissimo le parole del loro leader Mattia Santori a proposito di Bibbiano. In un’intervista per La Presse, si era unito acefalicamente al carrozzone di chi tentava in tutti i modi di affossare, quando non si trattava proprio di delegittimare, l’inchiesta sugli affidi illeciti della Val d’Enza. «Gli slogan su Bibbiano qua non funzionano perché la gente ha un cervello, qua in Emilia Romagna la pancia non si usa». Insomma per l’inventore delle sardine chi invocava la verità su Bibbiano usava la pancia, non era in grado di ragionare, mentre loro sì che sono capaci di usare il cervello. Meno male, allora, che Foti non l’ha giudicato Santori.

L’ennesimo scivolone della Morani

«Il Partito di Bibbiano non esiste, il Movimento 5 Stelle purtroppo sì. No, il Pd non è un partito di pedofili. La vicenda dei minori nel reggiano, invece, ci dice che abbiamo al governo dei seminatori d’odio e mistificatori della realtà, pronti a tutto per qualche voto», aveva scritto Alessia Morani su Facebook per difendere i suoi. Sicuramente il Pd non è un «partito di pedofili», ma stante le evidenze processuali e la sentenza di ieri, qui i seminatori d’odio e i mistificatori della realtà sono altri. Di sicuro non si trovano tra chi chiedeva chiarezza sul sistema di affidi illeciti.
Fiano senza vergogna modifica lo striscione su Bibbiano
Il benaltrismo per tentare di mettere a tacere le voci che volevano si parlasse di Bibbiano è stata una delle armi più usate dagli esponenti dem. Quella cioè, con cui si voleva spostare l’attenzione da una vergogna per la quale non sarebbe mai bastato chiedere solo «scusa». 

Prendiamo ad esempio Emanuele Fiano, che su Facebook aveva scritto: «Contro la marea pilotata di fake sul dramma di Bibbiano,#parlatecidiMosca». Perché ha assolutamente senso, ed è assolutamente onesto comparare una tragedia umana, vissuta da bimbi e genitori a cui dei mostri hanno strappato l’esistenza, con una presunta erogazione-accettazione di fondi illeciti dalla Russia. E questa decisione, di mettere sullo stesso piano Bibbiano e Mosca, mette in luce la verità più evidente di questa storia: la sinistra, per convenienza politica e ideologica, è pronta a mettere sullo stesso piano mazzette e bambini. 

Ci si era messa anche la Boldrini

E in questa carrellata come dimenticare Laura Boldrini, che in un post pubblicato su Facebook affermava: «Basta usare i bambini di Bibbiano per fare propaganda». Da che pulpito. Ma già. Perché i bambini possono essere «usati per fare propaganda» solo quando si vuole spingere l’agenda immigrazionista. Oppure per legittimare eventuali interventi di «esportazione della democrazia», puntando il dito — senza prove — contro Paesi sovrani come la Siria accusandola usare gas contro la propria popolazione. Allora va bene mostrare foto di cadaveri annegati e bimbi sfigurati.

Cristina Gauri

 

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5 Commenti

  1. Mentre le sorti del piccolo Eitan, per quanto drammatiche ma di ambito familiare, il caso Bibbiano fatica a trovare trenta secondi nei TG, e in quei pochi secondi, ancora peggio, si è data voce al condannato che lungi da qualsiasi pentimento a attaccato magistratura e società.
    La posizione dell’informazione italiana, è risaputo, occupa i posti più bassi della classifica mondiale, segue uno stile da curiosità contadina mischiando fatti e opinioni per indirizzare i giudizi collettivi e, come ormai è chiaramente visibile, pilota e impone notizie a scapito di altre.

  2. Condivido: – Le sardine sono e restano l’arroganza ignorante fatta movimento. Condivido: – Mattia Santori In un’intervista per La Presse, si era unito acefalicamente (termine appropriato) al carrozzone di chi tentava in tutti i modi di affossare l’inchiesta. Non condivido: – qua la gente ha un cervello, qua in Emilia Romagna la pancia non si usa. Là, in Emilia Romagna, se la gente avesse un cervello non voterebbe pd.

  3. Il Fiano è uno dei vitigni più importanti della Campania e dell’Irpinia, che può dar vita ad alcuni dei vini bianchi più complessi della regione (e d’Italia).

  4. Il Frantoio Olive Morani si trova sulle colline moreniche che fanno da anfiteatro naturale alla sponda bresciana del Lago di Garda.
    L’Olio extravergine di oliva viene prodotto utilizzando l’impianto tradizionale con spremitura a freddo, un frantoio con molazze di Granito di Baveno per la frangitura delle olive.

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