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Bologna, 21 ago – Il giudice per le indagini preliminari di Bologna ha disposto l’archiviazione per il caso di Eugenio Maria Luppi, il calciatore dilettante che lo scorso novembre, nel corso di una partita a Marzabotto fra la squadra locale e compagine Futa 65, esultò dopo aver segnato facendo il saluto romano e mostrando una maglietta della Repubblica Sociale Italiana.
L’esultanza scatenò una ridda di polemiche a livello nazionale, causando l’ennesima levata di scudi fuori tempo massimo di una sinistra ormai alla frutta. Sindaco e sezione locale dell’Anpi furono i primi a stracciarsi le vesti, chiedendo alla Figc la sospensione del calciatore e auspicando anche un intervento della magistratura. La quale si è prontamente attivata, ma non secondo i desiderata degli antifascisti.
Accogliendo la richiesta del Pm Michela Guidi, il Gip Franco Raffa ha infatti disposto l’archiviazione per il calciatore, in quanto “nonostante la diffusione delle immagini in retee conseguente pubblicità al gesto, nessun pericolo all’ordinamento democratico può essersi riscontrato”, si legge nel dispositivo. “Pur riconoscendo indubbia gravità alla simbologia esibita dal calciatore – continua la sentenza – gli elementi acquisiti nelle indagini inducono a valutare insussistente il reato ipotizzato: sia quello di apologia di fascismo che di manifestazioni fasciste“.
Insomma: non c’è reato, il saluto romano di Luppi non può essere condannato. Una sentenza destinata ad arricchire la giurisprudenza in materia, dopo che già altri tribunali – e finanche la Cassazione – si erano espressi concordemente.

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