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Roma, 27 dic – Tommaso Indelli è noto per aver pubblicato con le Edizioni di Ar nel 2013 un testo davvero fondamentale sui Longobardi (Langobardìa. I Longobardi in Italia), prefato da Claudio Azzara, uno dei maggiori medievisti italiani. È altresì noto ai lettori del Primato Nazionale, che hanno avuto l’occasione di leggere un suo articolo relativo a come il politicamente corretto stia riscrivendo il periodo delle invasioni barbariche. Probabilmente è meno noto un libro, sempre di Indelli, dedicato invece al problema migratorio, uscito nel 2017 per la salernitana Gaia Editrice, col titolo di Europa e immigrazione. Osservazioni necessarie. Indelli focalizza innanzitutto l’attenzione su una serie di argomenti pro-immigrazione, mostrandone tutta l’inconsistenza storica.

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In particolar modo, Indelli ritiene “improprio ogni paragone, in senso diacronico, tra l’immigrazione attuale e fenomeni migratori che hanno riguardato l’Europa o altri continenti secoli or sono” (p. 11), comprese le spericolate analogie tra l’emigrazione italiana otto-novecentesca e gli odierni flussi migratori che stanno interessando il nostro continente. Inoltre Indelli sottolinea con forza la non integrabilità e la non assimilabilità di “gruppi allogeni di cultura islamica” (p. 13), smontando al contempo, con dovizia di argomenti, la nota tesi sul presunto debito culturale contratto dall’Europa nei confronti della civiltà islamica, a cominciare dai numeri, ‘arabi’ solo di nome ma di chiarissima origine indù, compreso lo zero, per finire alla moderna algebra, anch’essa di derivazione indiana.

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La cultura arabo-islamica come semplice ‘cinghia di trasmissione’, insomma. A ciò vanno aggiunte ulteriori osservazioni, presenti anche nel ricco apparato di note, che lascio al lettore il piacere di scoprire ed apprezzare. In definitiva, il libro di Indelli è un testo da leggere e meditare, in quanto, nuotando controcorrente (per dirla con Weber), rappresenta un valido antidoto all’ideologismo filo-immigrati oggi imperante.

Giovanni Damiano

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4 Commenti

  1. Dovrebbero farlo leggere nelle scuole tale libro, di cui naturalmente sky,corriere,repubblica e pennivendoli vari non parlano…..anzi volutamente tacciono……ma il nostro ministro si chiama fedeli,ex sindacalista cigiellina….per cui una che considera una famiglia normale uno schifo da evitare e porta avanti il suo genderismo a colpi di circolari come mai potrà far leggere nelle scuole un pensiero libero oppure un testo che non sia approvato prima dalla boldrini e dal loro cerchio di illuminati……

  2. Grazie per la dritta. Sarà il primo acquisto del 2018. Dopo aver letto il vostro terzo numero , mi sono procurato i primi due e ho iniziato una serie di letture direttamente (pubblicità)o indirettamente suggerite (linbri di vs firme) dalla Vostra rivista.
    Veramente una bella scoperta. Avanti così!

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