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L’anno zero della fantasia. E al cinema sembra di essere negli anni ’80

by Davide Trovato
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cinema anni '80 remake rebootRoma, 27 lug – “Ghostbusters, Jumanji, It , Blade Runner, War Games. E poi Stranger Things, Halt and Catch Fire, Twin Peaks. Solo per citare i primi nomi che ci vengono in mente tra i remake, i reboot, i re-work di classici degli anni ’80 in uscita, e le serie che ad essi, più o meno liberamente, si ispirano. Si dirà che Hollywood non ha più fantasia ed ha cominciato a copiare se stessa. Vero in parte, non necessariamente in tutto. Intanto è utile precisare che il cinema a stelle e strisce non ha mai smesso di (auto)ispirarsi: senza citare l’onnipresente e “bulimico” Tarantino, si pensi a pellicole come Cape Fear (di Martin Scorsese), The Fly (di David Cronenberg), The Ladykillers (dei fratelli Coen) o per i più romantici Meet Joe Black (di Martin Brest). Tutti remake di film americani girati tra gli anni ’40 e ’50. No, non è il “copiare” il tema. La verità va piuttosto esplorata altrove, e non parlo a caso di “esplorazione”: la dis-abitudine dei giovani (i c.d. millennials) alla fantasia o, meglio ancora, alla ricerca di una “nuova fantasia”.

Senza voler essere a tutti i costi reazionari – ma anzi dirigendosi nella direzione diametralmente opposta – prima degli anni ‘90 (“ai tempi miei” dirà qualcuno, ndr), l’assenza di informazione e comunicazione capillare favoriva l’esplorazione della fantasia. Era tutto un fioccare di Sci-Fi, Fantasy o Horror senza limiti razionali percepibili. Inutile citare le miriadi di pellicole del genere prodotte in quel periodo. Oggi invece, in un’epoca in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante, l’esplorazione si sostanzia nella “forma” (vedi il caso del film russo “Hardcore!”) divenendo però al contempo totalmente incapace di spostare l’asticella della fantasia di qualche centimetro più in là. Giusto qualche “eroe”, nell’accezione solitaria del termine (qualcuno ha detto Nolan?) sta tentando in quella direzione. Il resto della macchina (da guerra) cinematografica preferisce invece puntare sul già visto: tanto, si pensa, le generazioni si avvicendano ed il passato si riesce a riproporre in forme sempre nuove. Dimenticando però che i curiosi, gli esploratori, cercheranno sempre nel principio l’essenza, e mai nella copia.

Hollywood, il cinema intero, non è che lo specchio di ciò che ci circonda. Viviamo in un momento storico in cui Wikipedia, la tivù, i giornali, i social network, ci spiegano tutto. Sarebbe forse il caso di smetterla, almeno per un po’, di prestargli ascolto.

Davide Trovato

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