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Roma, 31 dic – Sono decine, se non centinaia. E tutti felici di (ri)trovare, finalmente, un tetto sopra la loro testa. C’è chi l’ha avuto a maggio e chi a luglio, chi in autunno e chi in occasione delle festività, un bellissimo regalo di Natale a poco più di un anno dal sisma. Nonostante le difficoltà burocratiche e le magre figure fin qui raccolte, sembra che in molti fra i terremotati del sisma che ad agosto del 2016 ha colpito il centro Italia abbiano finalmente trovato una sistemazione. Una bellissima notizia. Peccato che sia tutto falso.

“È una notte speciale x me perché stanotte dopo oltre 5 anni dal sisma dormo x la prima volta a casa mia. E mi andava di condividerlo con voi”, si legge nei cinguetti, tutti uguali, pubblicati da svariati utenti nel corso degli ultimi mesi. E già qualcosa dovrebbe far sospettare, perché il terremoto di Amatrice risale al 2016. Un errore di battitura? O forse una scopiazzata mal riuscita? Sì, perché quel tweet è tremendamente simile – anzi: identico – a quello lanciato dall’utente “Ammiraglio” (alias @Lordpinkerton) nel 2014, a cinque anni esatti (ma guarda un po’) dal terremoto dell’Aquila, quando finalmente trovò una sistemazione.

C’è di più. Perché se Ammiraglio è una persona in carne ed ossa, tutti gli altri profili sembrano decisamente fasulli. Esatto, proprio dei fake. Ma con decine di migliaia di follower, che per condividere la loro gioia hanno rilanciato migliaia di volte i loro cinguettii, facendoli circolare in rete diffondendo così la buona novella. Rimane solo il piccolo particolare che quegli account fossero dei falsi, dei “fake bot” creati ad arte. Tanto che, appena i primi dubbi sulla loro veridicità hanno cominciato a circolare, sono stati immediatamente cancellati. Mentre i terremotati veri ancora aspettano di poter tornare fra quattro mura.

Nicola Mattei

5 Commenti

  1. Comunisti buffoni e bugiardi, niente di nuovo, come al solito le uniche fake news sono solo quelle targate pd……

  2. sembra opera di hackers assunti con concorso pubblico truccato…
    magari sono gli stessi che portavano i “refugees” a votare alle primarie del PD.

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