Roma, 10 gen – Luigi Di Maio giornalista? Andando a guardare gli archivi dell’Ordine nazionale, addirittura non è una sorpresa: Giggino è iscritto da quando aveva vent’anni (come abbia fatto, resta un mistero piuttosto comico, ma lasciamo perdere). In compenso, dopo la decennale e imbarazzante carriera di politico, l’ex ministro degli Esteri sembra tentare di imboccare una nuova strada per riciclarsi: quella dell’opinionista sulla stampa mainstream.

L’esordio del Di Maio giornalista su “Il Foglio”

Dopo essere sparito da Facebook, Di Maio ha conservato il suo account Twitter e ci ha dato notizie della sua “sopravvivenza” già a fine anno scorso con un post strappalacrime sull’Ucraina. A distanza di qualche settimana, l’ex grillino fa il suo esordio in un altro campo, quello dell’opinionismo geopolitico. Sia chiaro, attribuzione del tutto generosa, visto che l’articolo pubblicato sul Foglio a sua firma è tutto meno che un’analisi. Ma partecipiamo a questo giochino con piacere, anche perché – diciamolo senza remore – potrebbe essere molto divertente. Il pezzo, di per sé, dice poco o nulla. Solite parole al miele per l’Ucraina, scontate riflessioni su quanto siamo cresciuti come esseri umani (retaggio che forse l’ex ministro si porta dietro dal fastidiosissimo e falsissimo “ne usciremo migliori” risalente all’epoca delle restrizioni Covid, chissà), insieme ad un riepilogo delle posizioni mainstream più semplicistiche sulla guerra in corso, tra filoatlantismo e filoeuropeismo rigorosamente non concentrati su ciò che dovrebbe essere l’interesse principale, ovvero quello italiano. Insomma, poca roba.

Meglio cronista che inviato Ue

Tra tante perplessità, una certezza: meglio vedere Giggino scrivere parole in libertà piuttosto che occupare incarichi di responsabilità, come quello di inviato Ue nel Golfo persico, ruolo per il quale sembra sia stato addirittura valutato seriamente nelle scorse settimane. Un pericolo ancora non scampato del tutto, tra l’altro. Ma chissà che il Di Maio giornalista non lo metta da parte. Già ce lo vediamo intervenire ad Omnibus, Piazzapulita o nel resto del fragoroso palinsesto di dibattito politico su La7. Potrebbe fare scintille. E noi potremmo avere tanto altro materiale su cui dilettarci. Dunque forza Gigi, siamo con te.

Stelio Fergola

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