Roma, 10 gen – Il cosiddetto “price cap” Ue sul gas riceve l’ennesima umiliazione. Il combustibile stamattina apre con un calo del 3%, assestandosi sui 72 euro. Il tetto comunitario, come è noto, era stato stabilito, dove infinite e inutili discussioni, sui 180.

Il gas a 72 euro, il price cap a 180: che mazzata per gli euroinomani

È l’Ansa a riportare l’ultima apertura del prezzo del gas, di stamattina, con i future sul Ttf in calo del 3,10% e un valore di scambio a 72 euro al megawattora. Chi pensa che sia una giornata particolare, si tolga ogni dubbio. Il prezzo era a 72 euro anche cinque giorni fa, chiudendo addirittura “in salita”. Da giorni, le valutazioni non si smuovono da questa fascia, mentre il mese scorso erano comunque su valori nettamente più bassi di quelli decisi dopo una discussione in sede europea durata addirittura per mesi.

Se non si può intervenire e proteggere, viva le soglie alte (e ovviamente inutili)

Un istituzione sovranazionale economica, oppressiva perfino in tempi di crisi e di emergenza, incapace o non intenzionata (fa lo stesso) di sostenere la domanda e l’occupazione. Questo è l’Ue. Un gigantesco equivoco sociale, che mette al primo posto il contenimento dell’inflazione e all’ultimo, ultimissimo il sostegno a lavoratori, imprese, e alla crescita. Comportamento tenuto durante l’emergenza Covid, con il caro energia e pure con quello riguardante il petrolio. Atteggiamento ribadito con le politiche restrittive della Bce sui titoli di Stato e sui tassi d’interesse. Di investire, non se ne parla. Mai. Inflazione – letteralmente – “uber alles”.

In compenso, si tenta di prendere in giro i cittadini con buffonate come il presente price cap. Un limite che non è un limite, visto che è molto più alto delle oscillazioni del prezzo del gas, attualmente addirittura su valori inferiori di oltre la metà rispetto a quanto deciso a Bruxelles. Chi contesta ricordando quanto il prezzo del combustibile in estate fosse su livelli doppi, si rilassi: si sapeva bene quanto fosse improbabile ritornare a certe cifre. Lo sapevano fin troppo bene i signorotti della Commissione Ue. Sarebbe quasi auspicabile – se non fosse tragico per tutti noi – osservare a sorpresa una nuova impennata a quei livelli. Solo per la soddisfazione di osservare l’incapacità delle istituzioni comunitarie. Ma non possiamo farlo, perché teniamo al futuro – ad oggi comunque precario – di tutti noi.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. La inflazione, centrifuga incontrollata, determinerebbe la loro definitiva sconfitta poiché, tra le altre cose, va inevitabilmente a favore degli indebitati (praticamente e mentalmente) i quali sono stati proprio da loro moltiplicati incredibilmente al fine di gestire una massa sempre maggiore di disperati… ipercontrollati ed incatenati al sistema. Un sistema che per vendere
    -e deve vendere!- vende sempre più m. Sino a quando?

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