Modena, 2 set – Parlare alle sedie, magari ricevendo qualche silente applauso immaginario. Dev’essere stata questa la sensazione che ha provato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenuto venerdì scorso 25 agosto alla Festa de l’Unità di Modena nell’evento clou della serata – in cartellone un’intervista personalizzata – alla storica rassegna principe dell’estate una volta comunista e ora a trazione dem.

Peccato che ad ascoltarlo non ci fosse…praticamente nessuno. Strette di mano di prammatica con qualche residuato bellico del vecchio Pci stabilmente insediato a presidio delle cucine, ma alla fine le sedie rimangono desolatamente vuote. L’attenzione degli astanti era forse attirata da qualcosa di più attrattivo in cartellone? Lecito dubitarne, dato che allo stesso orario, in una sala attigua, era in programma un interessantissimo dibattito su diritti civili e fine vita. No, al Pd di Modena non hanno giocato lo scherzetto per togliere pubblico a Poletti: a nessuno, evidentemente, proprio interessava sentire cosa avesse da dire l’ex presidente di Legacoop. Le immagini, registrate e diffuse dalla testata locale La Pressa Modenese, sono quasi imbarazzanti.

 

E dire che l’associazione che riunisce le cooperative rosse in Emilia è una potenza di prim’ordine, dominus incontrastato. Niente da fare: neanche le truppe cammellate sono giunte in sostegno all’estensore del Jobs Act. Forse pure nello storico feudo al di sotto del Po si sono accorti che abolire d’un tratto l’articolo 18 e smantellare nel giro di pochi mesi il caro vecchio Statuto dei Lavoratori, foriero in passato di battaglie politiche e sindacali all’ultimo sangue, di “sinistra” ha veramente ben poco.

 

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