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Il giovane regista Alessandro Pepe durante le riprese del film My honor was loyalty

Roma, 9 mar – Alessandro Pepe è un giovanissimo regista italiano che si è distinto per la realizzazione del film My honor was loyalty (“Il mio onore si chiamava fedeltà”), di cui abbiamo già parlato sul Primato. Si tratta di una pellicola indipendente che narra alcuni eventi della Seconda guerra mondiale dalla prospettiva delle Waffen-SS. Il film non uscirà nelle sale cinematografiche, ma è già possibile acquistare online il dvd o il blu-ray. Si tratta di una pellicola coraggiosa e provocatoria: Pepe vuole infatti cancellare quella linea di demarcazione tra “buoni” e “cattivi” che contraddistingue dal 1945 i racconti sul secondo conflitto mondiale. Lo abbiamo raggiunto per saperne di più su questa piccola e meritevole impresa cinematografica.

Ciao Alessandro. Intanto complimenti per la realizzazione del film. Per essere l’«opera prima» di un giovane regista, si tratta effettivamente di una pellicola singolare: nonostante l’assenza di fondi milionari, la qualità è eccellente (fotografia, battaglie e colonna sonora sono davvero impressionanti). Inoltre, la scelta di trattare un tema così “difficile” è senz’altro molto coraggiosa. Innanzitutto puoi dirci qualcosa in più di te, della tua carriera? Quali sono i tuoi riferimenti cinematografici?

Piacere. Ho iniziato a sognare di diventare un regista da quando avevo 7 anni. Ho insistito molto per poter “dirigere” lo spettacolino teatrale di fine anno alle elementari. Pian piano iniziavo a metter su delle storie, seppur banali, e a realizzare qualche video con la vecchia 8mm di mio papà. Con il grande avvento del digitale, è stato molto più facile raggiungere i miei obiettivi, soprattutto per uno che viene da una famiglia povera. A 6 anni avevo anche iniziato i miei studi di musica che non ho mai abbandonato.
Il mio stile è molto impressionista e mescolato alla cultura asiatica.
Ho sempre avuto la passione per i film di guerra, quindi ho da sempre lavorato a temi bellici. Sono arrivato molto preparato all’accademia di Belle Arti e ho seguito l’indirizzo di Regia, Fotografia mentre ero già quasi alla fine degli studi musicali al Conservatorio. In realtà mi sento poco meritevole di essere definito coraggioso nella scelta di trattare un tema così difficile, perché non sapevo la questione fosse così delicata quando decisi di realizzare questo progetto. Col passare degli anni mi resi conto a cosa andavo incontro, e non ho voluto mollare. I miei punti di riferimento cinematografici sono Terrence Malick per la pellicola e Alexander Desplat per le colonne sonore.

Come è nata l’idea di girare un film sulle Waffen-SS? Il tuo, infatti, non vuole essere un film “politico” (ed effettivamente non lo è), bensì una ricostruzione obiettiva del punto di vista dei soldati della Divisione “Leibstandarte”. Come mai questa esigenza di mettere in discussione la “storia scritta dai vincitori”?

Il progetto è iniziato con un piccolo cortometraggio di 8 minuti. Ha avuto molto successo e abbiamo deciso di provare a farci il film. Non è stato facile mantenere motivati tutti quanti per 3 anni. L’idea è partita da quando con grande stupore ho scoperto dei crimini di guerra Alleati. Io in primis ero uno di quelli che odiava i “tedeschi nazisti” vedendoli come il male assoluto. Scoprire i crimini alleati mi ha fatto sentire vittima di una bugia della società, ho quindi voluto ribellarmi e fare ciò che so fare meglio: film.

Una volta hai dichiarato di esserti ispirato a film come La caduta e Napola. Che cosa ti ha colpito di questi lavori?

In realtà per My honor was loyalty non mi sono ispirato direttamente a questi due film. Li ritengo semplicemente i miei film preferiti riguardo alla seconda guerra mondiale.

Il tema della pellicola, come è evidente, è un tema sensibile che si può benissimo prestare a interpretazioni malevole da parte di chi è abituato a ragionare secondo schemi preconcetti. Hai per caso ricevuto accuse di “apologia”? Hai incontrato problemi nella distribuzione e pubblicizzazione del film? Sarà possibile visionare la pellicola anche al cinema? Insomma, come è stato accolto il tuo lavoro dalla critica e dal pubblico?

All’inizio il film è stato apprezzato moltissimo dai neo-nazisti. La cosa mi preoccupava assai, ma con l’uscita del film le cose si sono calmate moltissimo, perché guardando l’opera si capisce che il mio non è un tentativo di giustificare i crimini tedeschi, ma di denunciare anche i crimini alleati. Naturalmente la gente è molto ignorante, e grazie alla facilità di esprimere il proprio pensiero dietro uno schermo anonimamente, ho ricevuto moltissime critiche e accuse di essere un “neo nazista”; ma naturalmente tutte queste persone si sono basate su 2 minuti di Trailer per giungere a queste conclusioni. Nonostante le critiche negative, che sempre esisteranno, il film è stato apprezzato moltissimo, soprattutto da tutte quelle persone che hanno capito che il film non ha avuto nessun tipo di finanziamento.

MhwlIl film è stato doppiato nella lingua madre dei protagonisti (quindi prevalentemente in tedesco), sebbene siano presenti nel dvd sottotitoli in vari idiomi (tra cui il nostro). Molti lettori del Primato ci hanno chiesto se è prevista una versione doppiata in italiano. Pensi che sia possibile?

Il film non credo uscirà al cinema, non ho mai voluto battermi per questo. Inoltre ho espressamente preso la decisione di non doppiare il film in Italiano, in quanto penso che l’Italia non sia socialmente pronta per questo tipo di pellicola. C’è ancora troppo falso moralismo e falso buonismo. Non so bene come spiegare questo concetto, ma anch’io ero così. Non appena sentivo parlare dei tedeschi, mi riempivo la bocca con parole moraliste perché era la cosa “giusta” da dire. Naturalmente “giusta” secondo i canoni imposti dalla società. Curiosamente, nessuno vuole discutere sulle bombe atomiche in Giappone o sulle donne stuprate a Berlino dai Sovietici. Questo a scuola non te lo insegnano, e quando lo vieni a sapere, fai finta di non aver ascoltato. La gente preferisce seguire il pensiero di massa.

Un’ultima domanda, ringraziandoti e salutandoti. Ho letto che vorresti in futuro girare un film sulla Battaglia di Berlino, narrando quei tragici eventi secondo la prospettiva delle Waffen-SS e della Hitlerjugend. Hai per caso intenzione di ispirarti al libro I leoni morti di Saint-Paulien sulla divisione delle SS francesi “Charlemagne”? Peraltro non sarebbe male vederti alla regia di un film sugli Arditi della Grande Guerra o sulla battaglia di El Alamein: hai mai pensato a questa possibilità? Insomma, quali altri progetti hai in cantiere per i prossimi mesi?

Ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di un film su Berlino 1945. Il film si chiama Ich gehe nach Berlin (“Io vado a Berlino”) ed è la storia di un ragazzino di campagna che, dopo aver perso il suo migliore amico in un bombardamento, vuole assolutamente combattere; vedendo dei soldati andare verso Berlino, decide di seguirli. Questi soldati sono della Divisione Francese Charlemagne. I film sulla seconda guerra mondiale vanno un po’ di moda, spero di poter avere questa occasione senza che qualcun altro lo faccia prima. Al momento ho realizzato tre cortometraggi (uno dei quali ha vinto un film festival) sempre su temi simili a quello del film. A maggio realizzo, dopo tanti tentativi, un cortometraggio su una storia d’amore tra un giovane e una ragazza della Gioventù Hitleriana; quindi inserendo la 12° Divisione SS Hitlerjugend. Grazie mille per questa intervista. È stato un gran piacere.

A cura di Valerio Benedetti

35 Commenti

  1. Mancano dall’elenco il bombardamento criminale di Dresda, la morte per stenti di migliaia di prigionieri tedeschi, le marocchinate, l’eccidio di nostri militari prigionieri in sicilia e chissà quante altre porcherie perpetrate dai nostri cari “alleati” ci hanno nascosto . comunque, complimenti per il coraggio dimostrato; non è facile dire certe verità che non rispettano il pensiero unificato.

  2. Molto interessante, anche perchè pochissimi in Italia hanno trattato l’argomento, sarebbe realizzare un film sulla 29 Waffen-Grenadier-Division der SS . La divisione, formata prevalentemente da volontari italiani, anche conosciuta come “Italia”. Saluti.

  3. Quando il Moloch vincitore incomincia ad invecchiare, anche le pagine della storia – così come l’ ha riscritta lui – incominciano ad ingiallire, a sgualcirsi, a strapparsi.

    Ed ecco che, come bolle, piccoli brandelli di verità iniziano ad emergere dal fango putrido della palude della menzogna…

  4. Quindi mi pare d’aver capito che il film non è doppiato in italiano e acquistandone il dvd dentro non c’è la traccia in italiano, che nervoso!

  5. @Anonimo
    9 marzo 2016 a 17:01
    “Quindi mi pare d’aver capito che il film non è doppiato in italiano e acquistandone il dvd dentro non c’è la traccia in italiano, che nervoso!”

    Il film non è doppiato in italiano, è tutto in tedesco ma CI SONO I SOTTOTITOLI! 🙂

    • Ma i sottotitoli mi fanno impazzire ! O leggo il testo e non guardo il film o viceversa. Impossibile tutti e due. Mi dispiace.

  6. Finalmente! Abbiamo bisogno del coraggio e della voglia di verità dei giovani che portino ad una platea sempre più vasta ciò che i vincitori hanno voluto nascondere. Complimenti! fateci sapere come si può acquistare il DVD.

  7. Ho comprato il DVD on line e ho visto il film.
    La visione con i sottotitoli non risulta assolutamente pesante anzi, doppiato probabilmente perderebbe qualcosa.
    Ho trovato il film notevole sia per i contenuti sia come risultato artistico.
    Spero che il tema non penalizzi la carriera del regista che ha dimostrato coraggio eccezionale.
    Sapere che ha in preparazione un film sulla battaglia di Berlino mi rende impaziente.

  8. Però il blue ray che ho acquistato non funziona su nessun tipo di lettore… Non vorrei che avessero fatto una serie di dischi fallati.

    • Ci vorrebbero anche dei film ben fatti, e storicamente veritieri, su eventi come Wounded Knee, il massacro del Sand Creek, e chi più ne ha più ne metta. Del resto, a frugare nella storia degli Stati Uniti i massacri non mancano.

  9. I miei sinceri complimenti al regista…non tanto per la buona riuscita del film, quanto per la forza e la determinazione espresse nel favoloso intento di rappresentare un frangente storico dimenticato e colpevolmente nascosto.

  10. Grosseto, 26 aprile 1943 era lunedì di pasqua, un eccidio dimenticato, degli aerei americani, scesi a bassa quota mitragliarono passanti inermi e una giostra carica di bambini, è tradizione infatti che i giostrai con il luna park vengono a Grosseto a Novembre così che possano mettere un fiore sulle tombe dei loro cari.

  11. Appena ritornero’in Italia cerchero’ di acquistare questo film. Son sessantasei anni che aspetto che giri il vento. Complimenti in anteprima per il coraggio al regista.

  12. lo ho ordinato 3 dvd su internet cliccando sull’articolo apparso su Primato Italiano, ordine accettato e varie email di conferma per paypal…. ma da due settimane a questa parte nessun dvd è arrivato …?na sola ? mi sembra strano

    • Buongiorno. Anche per me vale stesso esempio del precedente utente. Pagato con paypal già da alcune settimane e ancora niente dvd

    • Buongiorno. Anche per me vale stesso esempio del sig. Andrea.. Pagato con paypal già da alcune settimane e ancora niente dvd

  13. Bravo … fare un film del genere non è semplice…perchè ? … Perchè la storia è scritta dai vincitori .

  14. Si va bene, la storia la scrivono i vincitori, è vero e gli alleati ne hanno combinate anche loro di cotte e di crude ma questo non può in alcun modo giustificare le camere a gas, gli Einsatzgruppen e soprattutto rispondere alla domanda: chi ha scatenato la guerra se non Hitler?

    • Buongiorno sig. Giacinti,
      in merito alle camere a gas, se le va, provi a leggere qualcosa di alternativo.
      Uno dei più seri è italiano: Carlo Mattogno. Trova alcuni libri ed alcuni interventi gratuitamente sul web.
      Cordialità
      Max Borghesi

    • La storia va capita alla luce del sole. Ti dice niente il corridoio di Danzica ? Sai quali furono le condizioni imposte dagli alleati come resa della Germania nella I^ guerra mondiale? Sai spiegarmi che senso avevano i confini imposti alla Germania dopo il primo conflitto mondiale , tutta spostata ad est ???? Sai quanti milioni di tedeschi sono morti di fame alla fine della prima guerra mondiale ?? Ti sei mai chiesto del perche la crisi del 1929 ??’ Ti dice niente la parola alleati (anglofoni, francofoni e finalmente i liberatori del mondo, i bavitori di ciuca kola) ?? Ti dece nulla il fatto che i tedeschi, vinta la Francia in un mese di guerra (ultimo conflitto) abbiano consentito agli ingklesi di trarre in salvo 300000 a Duncherque quando potevano farli pezzi. Rudolf Hess, il numero 2 della Germania Hitleriana, vola in inghilterra (dove viene arrestato) perche ha un attimo di menopausa ??? Voliamo dall’altra parte del globo. Ti dice niente la parola Pearl Harbour (Haway) ?????. Caso strano ci sono tutte le navi da battaglia dell USS NAVY ma neppure una portaerei ????? Mi fermo qui. Che poi nel proseguo della guerra siano stati compiuti atti efferati di farocia inaudita, nessuno lo vuore negare, ma da entrambe le parti pero. E quei cari alleati di allora guarda caso sono gli stessi (allargati) che oggi sotto il nome NATO seminano guerra in ogni pare del globo, stuzzicando e provocando in ogni modo Russia E Cina, nuovi pretendenti sulla scena mondiale. Solo un rimpianto, la potenza militare dell’ eX URSS teneva a bada la farsa NATO, e per 40 anni ha tenuto in equilibrio (pur pericoloso se vogliamo) la pace nel mondo. Prima o dopo i predoni occidentali devono finire nella polvere come tutti gli imperi decaduti del passato. Ed intatto sbarcano in continuazione i futuri cittadini modello, mussulmani inebetiti dalla loro cultura di escrementi e sacchi di carbone dal gontinende Afriga. E tempo di svegliarsi e riprendersi il controllo del nostro cervello abbattendo tutto quello che lo sta ingabbiando.

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