Trieste, 5 giu – Oltre 300 metri di lunghezza, 72 di altezza e oltre 153mila tonnellate di stazza lorda. Sono questi i numeri di Msc Seaview, la nuova ammiraglia del gruppo Msc varata da Fincantieri negli stabilimenti di Monfalcone.
Capace di trasportare fino a 5mila passeggeri, oltre a 1400 membri dell’equipaggio, Msc Seaview è la più grande nave mai realizzata in un cantiere italiano – a stretto giro di posta dal record siglato con la “gemella” Msc Seaview, varata lo scorso autunno – e rappresenta anche una scommessa dal punto di vista tecnologico. Il gigante dei mari è infatti all’avanguardia, con dotazioni quali la possibilità di aggancio alla rete elettrica di terra, un depuratore dei gas di carico capace di abattere la quali totalità del diossido di zolfo prodotto dai motori e un sistema di trattamento delle acque reflue che supera gli attuali standard internazionali.
“Senza dubbio ricorderemo Msc Seaview come un’autentica impresa. Infatti, appena sei mesi fa celebravamo in questo stesso cantiere la consegna della nave più grande nave mai costruita in Italia, Msc Seaside, un prototipo del tutto rivoluzionario, e oggi stiamo ripetiamo quel successo con la sua gemella. Si tratta di una performance straordinaria, della quale siamo estremamente orgogliosi, che abbiamo potuto esprimere grazie alle capacità tecniche e gestionali che ci hanno resi grandi e riconosciuti tali nel mondo, e che ci autorizzano a guardare con rinnovata fiducia al futuro”, ha commentato l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono.
Msc Seaview rappresenta la terza di 12 navi che il gruppo italo-svizzero fondato da Gianluigi Aponte intende realizzate per rinnovare la sua flotta entro il 2016. Investimento totale: 10,6 miliardi di euro, buona parte dei quali già intercettati da Fincantieri che per la realizzazione della Seaview ha dato lavoro a 4mila maestranze e 400 aziende.
“Sono numeri significativi che a nostro avviso giustificano un’attenzione diretta della politica all’economia del mare”, ha spiegato Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di Msc. “Per questo L’Italia dovrebbe dotarsi – ha aggiunto – di un ministero del Mare, o almeno di una struttura di coordinamento interamente dedicata. Nel complesso la ricaduta economica sull’Italia è di 10 miliardi di euro, ma l’economia del mare vale in Italia 44 miliardi, con un valore aggiunto in termini di ricaduta economica pari a 125 miliardi di euro. Qui parliamo di economia reale, tanto più se pensiamo che Msc nel 2018 ha toccato i 3 milioni di passeggeri e dato lavoro diretto a 10 mila persone, e indiretto a più 15 mila”.
Filippo Burla

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