Roma, 10 giu – Il Covid è di Roberto Speranza, e viceversa. Intendiamo, lo è proprio concettualmente. Come riportano gli ultimi aggiornamenti Tgcom24, il ministro della Salute torna con insistenza sull’argomento, ben due volte in meno di una settimana. Il che, non ci nascondiamo, fa davvero rabbrividire.

“Covid non è finito”: Speranza non sa dire altro

Il Covid non è finito, per Roberto Speranza. Il ministro chiede “cautela”, ma nel passato la cautela ha significato restrizioni a prescindere e ovunque, indipendentemente dall’incidenza di pericolosità del virus. Perché parliamo di un virus che, ormai la storia lo certifica, anche nei periodi più “floridi” non ha mai riguardato altri se non una fascia specifica – ed enormemente minoritaria – della popolazione. Adesso quella fascia è ridotta la minimo del minimo, ma la conta dei positivi (ormai quasi sempre non malati) non si arresta. Ed è un buon pretesto per “mister Covid”, come bisognerebbe soprannominare Speranza stesso. La pandemia infatti  “non va considerata conclusa”, perché “in tanti Paesi da qualche giorno, c’è una curva che ricomincia a crescere e non dobbiamo considerare che la partita sia chiusa”, ma “tuttavia tutto ciò che abbiamo, dai vaccini agli antivirali, ci consente di dire che siamo in una stagione diversa”.

“Valutazioni in corso”. Il terrore della quarta dose

“Valutazioni in corso” per l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici. Anche dopo il 15 giugno. Quando, con l’estate, virus ben più temibili vengono messi a cuccia. Poi l’accenno, di nuovo, al vaccino: “Voglio continuare a chiedere di proteggersi con la seconda dose booster del vaccino anti-Covid. C’è ancora margine di copertura e i vaccini restano fondamentali. Veniamo da due anni complessi. Oggi siamo in una stagione diversa e abbiamo strumenti contro la pandemia che prima non avevamo ma è necessario continuare ad avere prudenza”. La prudenza, come è noto, esiste contro qualsiasi malattia, anche le più banali. Ma in questo caso il terrore di un autunno come i precedenti avanza. E sembra che il governo non molli l’idea nonostante tutto.

Stelio Fergola

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