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Flores d’Arcais supplica le sardine: “Candidatevi alle Regionali, ve lo chiede la Costituzione”

by Adolfo Spezzaferro
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sardine regionali

Roma, 16 dic – Le sardine dicono di essere apartitiche e non vogliono candidarsi alle elezioni. Niente liste alle prossime Regionali, dunque. Una scelta che però non va giù a Paolo Flores d’Arcais: il rischio è far vincere i “cattivi”. Sull’HuffPost, invitato da Lucia Annunziata a commentare il manifesto programmatico delle sardine, il direttore di MicroMega si straccia le vesti lanciando un accorato appello per fermare Salvini e il destra-centro in Emilia Romagna. Se le sardine chiedono di avere pazienza, l’intellettuale radical chic non ne ha. “Se per una manciata di voti dovessero prevalere proprio quelle forze che mai canteranno ‘Bella ciao’ e che detestano la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista (altro che realizzarla)” – sì, ha detto proprio così – “il rimorso sarebbe grandissimo“.

Le capriole dell’intellettuale per provare a convincere le sardine

Il pressing di Flores d’Arcais si appiglia a uno slogan sardiniano: “Protagonista è la piazza, non gli organizzatori“. Dunque, l’ultima parola, la decisione sul candidarsi o meno, starebbe a chi è andato in piazza e non ai vertici delle sardine. In una conclusione un po’ troppo tirata per i capelli, l’ex comunista, ex simpatizzante craxiano e di recente ex simpatizzante del M5S (simpatia venuta meno dopo l’alleanza dei 5 Stelle con la Lega, neanche a dirlo) sostiene che la piazza vorrebbe che le sardine si presentassero con una lista elettorale, per salvare la “regione rossa per antonomasia” dal destra-centro. La ragione è nobile, spiega l’ex sessantottino: è la Costituzione che lo chiede (tanto per cambiare). La “piazza è straripata – è convinto Flores d’Arcais – perché dai sedicenni agli ultraottantenni si è ritrovata nella bandiera della Costituzione presa sul serio, Costituzione da realizzare, perché fin qui dai partiti che si sono succeduti al governo (anche di ‘sinistra’) realizzata non è stata”.

L’appello contro “le forze dell’odio e dell’esclusione”

Poi il ragionamento assume i toni di un monito: “I tempi della politica non sempre si possono scegliere. Il comunicato della sardine, benché molto breve, sottolinea più volte l’importanza delle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria. Due situazioni in bilico, nelle quali una scelta o un’omissione potrebbero significare la sconfitta o la vittoria di quelle forze dell’odio e dell’esclusione contro cui le sardine sono nate. Una lista civica promossa dalla sardine potrebbe cioè fare la differenza”. Le forze dell’odio e dell’esclusione, per intenderci, sarebbero Lega e FdI, secondo quella narrazione antifascista che viaggia parallelamente alla realtà sociale e politica della Nazione, senza mai incontrarla.

La profezia sulla sconfitta alle Regionali

Per un navigato frequentatore dei politici oltre che della politica come il direttore di MicroMega, non candidarsi in Emilia Romagna e in Calabria sarebbe un errore che avrebbe ripercussioni negative a lungo termine: “I risultati in queste due regioni saranno decisivi anche e proprio per il futuro del movimento che è appena nato. La regione rossa per antonomasia in mano alla Lega, e la Calabria che non riesce a liberarsi radicalmente dalla politica collusa alla ‘ndrangheta, trasformerebbero il mare in cui le sardine si muovono e si riproducono, che a san Giovanni è stato piuttosto un Oceano, in uno stagno sempre meno ossigenato”. Ci sono chiare indicazioni al popolo (viola) delle sardine, che poi è quello dei girotondini: primo, una vittoria del destra-centro in Calabria perpetuerebbe la collusione con la criminalità organizzata – come a dire: “Sardine salvate i calabresi dalla ‘ndrangheta, candidatevi”; secondo, perdere la roccaforte emiliano romagnola innescherebbe una crisi di governo che probabilmente porterebbe gli italiani alle urne. A quel punto – ecco l’incubo di Flore d’Arcais – potrebbe vincere il destra-centro e l’oceano di sardine di piazza San Giovanni diventerebbe uno stagno. Una riserva dove in effetti dovrebbe finire certa sinistra, sempre più specie protetta.

Adolfo Spezzaferro

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4 comments

Pietro Deidda 16 Dicembre 2019 - 11:30

Sarà un motivo per farli candidare veramente; diranno poi: ce lo chiede la gente
è ovvio dai…

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Filippo 16 Dicembre 2019 - 12:05

RENDIAMOCI CONTO, e questo Flores sarebbe un intellettuale! Che tristezza! Il Comunismo è pur stato un capitolo importante e nevralgico del Novecento, ma questi epigoni della sinistra radical chic sono veramente delle macchiette!

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Fabio Crociato 16 Dicembre 2019 - 12:30

Perché non vuol dire “sardine salvate la Calabria, il meridione e l’ Italia tutta dalla droga?” Visto che la criminalità organizzata, moderna, degenerata anch’ essa, deve indiscutibilmente il suo Pil a questa variabile di mercato?
Facciamoli rispondere, che si ride (amaramente) un po’…

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