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Roma, 20 set – Continuano le prove tecniche di invasione, in linea con gli intenti del neonato esecutivo giallofucsia. Ma non bastano gli intenti, ci vogliono anche uno spot e un testimonial di eccezione. Ci ha pensato Corrado Formigli, che per inaugurare la nuova stagione dei “porti aperti” ha ben pensato di beatificarne mediaticamente l’icona, intervistando Carola Rackete, la “capitana” della Sea Watch arrestata a fine giugno per aver forzato il blocco navale delle autorità italiane e aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mentre entrava nel porto di Lampedusa.

La Rackete, come aveva già precedentemente annunciato, è pronta a scendere di nuovo personalmente in campo e prendere parte alle operazioni di recupero degli immigrati nel Mediterraneo. “Tornerò in mare? Continuo ad essere nella lista di emergenza della Sea Watch e, se mi chiamassero, andrei immediatamente. Sono pronta a salvare altre persone”. Con un’incredibile arroganza, mascherata dietro il paravento dell’emergenza umanitaria, si rifiuta di chiedere scusa, Carola. Per aver infranto le leggi del nostro Paese, per avere messo a rischio la vita di cinque militari. E’ tutto subordinato al disegno di spalancare le porte dell’Europa all’Africa, perché un fiume di umanità allogena si riversi nelle nostre terre.

Di quella sera ricorda che “Volevamo mantenere fede alla legge internazionale, quindi portare i migranti in un porto sicuro. I porti libici, anche per la commissione Ue, non sono sicuri. Violano i diritti umani costantemente. Molti reportage raccontano abusi e sequestri. Riportare queste persone in Libia avrebbe significato violare la convenzione di Ginevra sui diritti umani. Lampedusa era il porto sicuro più vicino”, ha spiegato.

La Capitana ha poi minimizzato i numeri dell’invasione: “Il problema che molte persone ritengono particolarmente spaventoso l’immigrazione, non lo è affatto per noi perché le cifre di persone che riescono a raggiungere Ue sono solo una esigua percentuale”. Lei vorrebbe che arrivassero qui tutti. “Quello che dobbiamo fare è accettare e integrare queste persone nelle nostre società”, ha proseguito.

No comment invece per quanto riguarda l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Io vorrei dire che di professione faccio l’ecologista, sinceramente non mi interesso della politica interna quando il mondo sta andando al collasso” ha dichiarato Carola, attaccando poi l’Europa: “Penso sia colpa dell’Unione europea che in toto non riesce a trovare una soluzione per prevenire casi del genere”. “Non vedo l’ora di incontrarla in tribunale – aveva detto Salvini – di guardare in faccia una che ha provato a uccidere dei militari italiani”. Ma anche in questo caso la capitana eviterà il confronto. “Parlerò alla gente, le parole portano all’azione – ha spiegato – bisogna stare molto attenti come cittadini, va interrotta la retorica di odio, assolutamente vuota, bisogna prevenire la politica dell’odio”.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Quando queste merde porteranno , tra le varie malattie dei bongos , EBOLA (mortalità 99%) in europa , si cagherà addosso pure papa bergonzo …..

    La spagnola uccise 40 milioni di persone , più della guerra …. e siamo ancora qua , eh già !
    EBOLA vieni e pulisci ! NOI resteremo ….
    ?

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