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Roma, 12 ago – Anche se i piloti di Formula 1 si stanno prendendo un meritato riposo da uno dei campionati più avvincenti di sempre, la nostra rubrica non va in ferie e vi tiene compagnia in vista della gara di Spa, con due appuntamenti su altrettante edizioni del GP del Belgio che, a nostro parere, sono state tra le più belle di sempre. Quest’oggi vi parliamo dell’edizione del 1984, l’unica vinta da un pilota italiano su una vettura italiana.
La gara non si svolgeva, all’epoca, a Spa ma, bensì, a Zolder; un circuito molto particolare e tristemente famoso per l’incidente di due anni prima quando Gilles Villenueve morì a seguito di un terribile incidente nelle qualifiche del sabato. Quella del 1984 fu l’ultima volta che la FIA organizzò il GP del Belgio nella cittadina di Zolder in quanto il circuito di Spa, considerato troppo pericoloso dalla direzione gara, era in via di aggiornamento e ristrutturazione.
Le prove del sabato iniziarono con due performanti e spettacolari Ferrari che ottennero la prima fila con Michele Alboreto. Per il pilota milanese, tragicamente scomparso nel 2001 in un incidente stradale, sarà la prima pole position in carriera. A proteggere le spalle del compagno di squadra si presentò il francese Renè Arnoux. Alle spalle dei ferraristi trovavamo Keke Rosberg e Derek Warwick. Niki Lauda, nel frattempo, con la sua McLaren occupò solo la quattordicesima piazza. L’austriaco, già campione del mondo nel 1975 e 1977, otterrà il terzo iridato proprio nel 1984.
La gara della domenica vide un meraviglioso Alboreto prendere la testa della corsa ed imporre il ritmo a suon di giri veloci seguito da Warwick e Arnoux. Elio De Angelis e Riccardo Patrese, nel frattempo, compirono un miracolo tutto italiano agganciando la top 5 e tenendo botta fin tanto che il padovano non dovette ritirarsi per un problema tecnico. Lauda, nel frattempo, osservò la gara dalle retrovie ma non terminò il GP a causa di un guasto alla pompa dell’acqua. Michele Alboreto, praticamente, guidò la gara da inizio a fine in una serie fenomenale di tornate da capogiro. I piloti italiani tenevano botta con De Angelis (Lotus) e De Cesaris (Ligier) in quinta e sesta posizione. Il pilota della Ligier, però, dovette ritirarsi dalla competizione per un erroraccio e la conseguente uscita di strada della sua monoposto. Keke Rosberg, partito malissimo, ottenne la top 3 della gara e la mantenne fino all’ultima sosta ai box; il finlandese rientrò alle spalle di Arnoux, in quarta posizione e da lì non vi si scardinò più.
La classifica finale vide Michele Alboreto vincere davanti a Derek Warwick e al francese della Ferrari. Rosberg e De Angelis completarono la top 5. Quell’anno Michele Alboreto terminerà il campionato in quarta posizione mentre Elio De Angelis raggiungerà la terza piazza dietro ad Alain Prost e Niki Lauda, come predetto. Quella del 1984 fu la seconda volta che un italiano vinse su di una vettura italiana dopo il GP d’Italia del 1966. Come dimostrano i risultati, i piloti italiani tenevano testa ai supercampioni d’oltralpe; piloti che, nel mondiale, non si vedono più dal 2012 se non per la breve parentesi di Antonio Giovinazzi ad inizio 2017.
Enzo Facchi



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