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Sassari, 12 set – Pier Paolo Pasolini lo definiva già “archeologico”. Ma l’antifascismo fatuo, inopportuno e ipocrita, neppure di fronte la morte osa indietreggiare. Smorzare, con buonsenso, i propri toni.
“Esiste oggi una forma di antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale”: perfetto Pasolini e quanto mai attuale. Così, meschine, si protraggono le polemiche sul funerale del professor Giampiero Todini. Anzi, si rincara la dose: 23 iscritti nel registro degli indagati. La firma è del Procuratore Capo di Sassari Gianni Caria e del suo sostituto, Paolo Piras. Quale misfatto, quale reato sarà mai stato commesso il primo settembre presso la chiesa San Giuseppe di Sassari? Se rispettare, compostamente, le ultime volontà di un uomo stimato e professore illustre, allora sì: di reato trattasi.
Il polverone, inutile e inopportuno, è stato sollevato da recidivi politici locali: il senatore Licheri e l’Onorevole perantoni (entrambi del M5S). Pure Mario Puddu (aspirante governatore) e l’ex sindaco Assemini si sono immolati per la causa antifascista: i veli pietosi da stendere, sono dunque molteplici.
Peraltro è la stessa Cassazione a sconfessare questi nichilisti paladini: il saluto romano, quando commemorativo, è “manifestazione del pensiero e non attentato alla tenuta dell’ordine democratico”. Democrazia (presunta) minata da ben altri problemi e da illustri censure: unilaterali, però. Anche oggi, Pasolini con “l’antifascismo archeologico” e Orwell, con “l’atto rivoluzionario del dire la verità”, ci ricordano lezioni senza tempo. Quanto a rispetto e buonsenso, difficilmente i paladini antifascisti troveranno pertinaci maestri: una missione impossibile.
Chiara Soldani

4 Commenti

  1. Onore ai camerati e ai patrioti, uomini e donne di cotal coraggio mai avranno rimorsi o timori………come al solito codardia e vigliaccheria appartengano ai comunistoidi ignobili ed indegni,zecche parassite e putrescenti,nauseabondi escrementi sinistri, disonorati e senza gloria. Indegni. DUX MEA LUX.

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