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Roma, 26 set – Dopo l’annuncio dell’approdo di Kimi Raikkonen, si ha la conferma dell’arrivo di un altro nuovo pilota all’interno della scuderia italo-svizzera: Antonio Giovinazzi, pilota italiano classe 1993, sarà il compagno di squadra del campione del mondo finlandese per la stagione 2019 dell’Alfa Sauber.
Quella di Giovinazzi è stata una scelta molto dura da parte della scuderia che, ormai, non poteva più accontentarsi dei magri risultati ottenuti da Marcus Ericsson in questi quattro anni. Il giovane pilota svedese non ha mai saputo fare di meglio di quell’ottavo posto al debutto con in Australia nel 2015, ottenendo, finora, solo 15 punti (nel 2016 e nel 2017 ha terminato il campionato con 0 punti). Ericsson non è mai riuscito a fare di meglio dei suoi compagni di squadra: Felipe Nasr, Pascal Wherlein e, in questa stagione, Charles Leclerc hanno sempre ottenuto piazzamenti finali migliori di quelli dello svedese. Anche con una vettura che, si potrebbe dire, essere la scuderia satellite della Ferrari, Ericsson non ha trovato il giusto feeling.
Comprensibile ma fino ad un certo punto, insomma, l’Alfa Sauber è una vettura competitiva secondo tutti gli esperti e potrebbe puntare a risultati molto più alti di un misero penultimo posto in classifica costruttori. Antonio Giovinazzi, invece, ha convinto fin dall’esordio nel 2017 a Melbourne dove, senza aver preso in mano la sua C36 prima di quella domenica, terminò la gara dodicesimo; un buonissimo risultato contando il fatto che l’ormai ex pilota scandinavo al suo debutto in Caterham si ritirò e, alla gara successiva, ottenne un quattordicesimo posto. Certo Giovinazzi non avrà mai vinto un campionato mondiale di Formula 2 (o GP2) ma, comunque, ha ottenuto un ottimo secondo posto nel 2016 battagliando fino all’ultimo gran premio con uno come Pierre Gasly che, dopo un solo anno in Toro Rosso, correrà già in Red Bull a partire dal 2019. Giovinazzi ha l’esperienza e le capacità per ottenere dei buoni risultati e, sotto l’egida di Raikkonen, poter puntare a creare una squadra da alta classifica.
Dopo 8 anni, da quando Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi annunciarono il ritiro dalle competizioni a ruote scoperte, non vi era mai più stato un pilota italiano sulla griglia di partenza. Da quest’oggi potremo rivedere il nostro tricolore in classifica piloti e, sia mai, che un giorno lo vedremo anche sventolare sul gradino più alto del podio.
Enzo Facchi

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