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Firenze, 3 ago – I responsabili dell’attentato dinamitardo, compiuto la notte di Capodanno a Firenze alla libreria Il Bargello, secondo gli inquirenti sono anarchici. L’ordigno, che era stato collocato in via Leonardo da Vinci, è costato un occhio e una mano all’artificiere della polizia Mario Vece, di Altopascio (Lucca). La polizia ha arrestato otto anarchici responsabili di due attentati avvenuti a Firenze e Rovezzano (alle porte della città) negli ultimi mesi, cinque dei quali in relazione alla bomba ad orologeria contro la libreria di CasaPound. Per Saverio Di Giulio, coordinatore fiorentino di Cpi, “era chiaro a tutti che in alcuni ambienti dell’antifascismo fiorentino si stesse generando la volontà di produrre un’escalation di violenza”.

Per l’attentato alla vostra libreria la notte di Capodanno sono stati arrestati 5 anarchici. Lei lo ha definito un atto terroristico. L’accusa della magistratura per gli arrestati è “tentato omicidio”. Ritiene sia sufficiente indagare soltanto su questo?

La serie di attacchi contro libreria Il Bargello palesano un sistematico e pianificato ricorso alla violenza da parte di certi ambienti antifascisti. Lasciamo lavorare la magistratura ma confermo che per noi si tratta di un atto di stampo terroristico, anche perché chi lo ha compiuto ha accettato il rischio di uccidere chiunque potesse passare di lì al momento della deflagrazione.

Più volte a Firenze nei consigli di Quartiere e in Consiglio Comunale sono state approvate mozioni liberticide contro CasaPound con l’esplicita richiesta di chiudere la Libreria per motivazioni esclusivamente ideologiche. Crede che queste prese di posizione istituzionali contribuiscano a fomentare un clima di odio?

Assolutamente si, perché è evidente che se nelle sedi istituzionali si affermano le stesse tesi liberticide infarcite di pregiudizi ideologici, propagandate da certi ambienti anarchici nei confronti di un soggetto politico è altrettanto chiaro che queste tesi possano essere riprese da chi intende affermarle con la violenza. Chi amministra la nostra città deve essere più responsabile e calibrare meglio quello che dice.

Non è la prima volta che CasaPound a Firenze subisce attacchi, come ricorda anche lei. Gli anarchici arrestati manifestarono in piazza anche assieme ad esponenti del Pd per chiedere la chiusura della vostra sede. Cosa si aspetta adesso dalle istituzioni fiorentine?

Se davvero il PD vuole evitare il ripetersi di situazioni di violenza politica mi aspetto che tagli definitivamente ogni rapporto che ancora lega alcuni suoi esponenti a tutto quel mondo antifascista che sistematicamente tenta di zittire l’avversario politico con la prevaricazione e successivamente porga delle scuse nei confronti dei militanti di CasaPound e degli attivisti della Libreria Il Bargello, anche considerata la nostra risposta a questi attacchi: responsabile e mai violenta, sempre politica, che ha visto solo il rilancio delle nostre attività, anche sociali e culturali, sul territorio. Il Pd da questo tragico evento prenda coscienza di quanto possa essere pericoloso fomentare in sede istituzionali settarismi ideologici. Contestino pure CasaPound su temi politici, se lo ritengono opportuno, dato che noi stessi ci riteniamo la perfetta antitesi politica e culturale di chi governa questa città, ma senza più alimentare falsi stereotipi che inculcati in personaggi inclini alla prevaricazione possono diventare, come abbiamo visto, molto pericolosi. CasaPound opera ogni giorno in città e in tutta Italia alla luce del sole, con sacrificio e dedizione, perseguendo l’unico fine di migliorare le condizioni del popolo italiano.

a cura di Alessandro Della Guglia

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