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Roma, 20 feb – L’intelligence italiana ha lanciato l’allarme. Con i nuovi sbarchi di migranti dal Nord Africa aumenta il rischio di attentati terroristici in Europa. La Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, che il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) ha diffuso oggi, suona come un avvertimento al prossimo governo. “Rispetto agli arrivi dalla Libia – si legge nella relazione del Dis – quelli originati dalla Tunisia e dall’Algeria presentano caratteri peculiari: sono entrambi essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi ‘occulti’, effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici”. Gli 007 italiani sono dunque preoccupati perché a prescindere dal numero di arrivi previsto, i nuovi migranti sono ancora meno identificabili dei precedenti, utilizzano metodi ancor più clandestini e provengono dai Paesi stessi da cui si imbarcano. Paesi dove la componente jihadista è radicata e pericolosa.
“Nel complesso, il volume degli ingressi via mare nel territorio nazionale ha segnato un saldo decrescente rispetto all’anno precedente (119.369 arrivi contro i 181.436 del 2016, con una flessione del 34,24%)”, scrive il Dis. Il problema però è che “mentre diminuiscono gli sbarchi dalla Libia (-34% nel 2017 rispetto a 2016), sono in aumento quelli di migranti partiti da Tunisia (+492%) e Algeria (+70%)”. Come noto, dalla Libia non partivano libici, bensì migranti provenienti dall’Africa subsahariana. Gli 007 sostengono inoltre che “la netta diminuzione dei flussi provenienti dalla Libia non può ancora dirsi indicativa di una definitiva inversione di tendenza. Ciò – si legge nella relazione – a causa della resilienza e della flessibilità dei network criminali e anche in ragione del permanere di profili di criticità che potrebbero contribuire a una ripresa delle partenze alla volta del nostro Paese”.
Non solo quindi c’è il forte rischio di ritrovarsi in casa terroristi o potenziali tali provenienti da Tunisia e Algeria, ma non possiamo neppure essere certi che dalla Libia le partenze siano destinate a diminuire, perché l’instabilità di quel Paese non è affatto una sicurezza e anzi, rischia di essere sempre di più una fucina per soggetti pericolosi disposti a imbarcarsi verso le nostre coste.
Eugenio Palazzini

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