Gorizia, 19 ottobre – Sgomento nella città di Gorizia, dove un frate, cappellano dell’ospedale civile, è stato protagonista di un servizio de “Le Iene” per aver abusato più volte di una donna che gli aveva chiesto un aiuto. Fra Valentino Weldemariam, questo il nome del religioso, è stato sospeso la mattina successiva al servizio, in via cautelativa, dall’Arcidiocesi Isontina. La donna, una 42enne goriziana madre di tre figli in cerca di un lavoro, si era rivolta a fra Valentino per chiedere un aiuto; il frate, una volta capito lo stato di debolezza della donna, con la scusa di trovarle un lavoro, ha abusato di lei più volte in sagrestia, come testimoniato dal servizio di Italia 1. La donna viveva un periodo buio, in seguito al divorzio dal marito dopo 15 anni di matrimonio, ed era caduta in depressione, situazione non agevolata dal mutuo che pesava come un macigno sulle sue spalle.
Per questo motivo aveva deciso di rivolgersi a frate Valentino, che in un primo momento si era dimostrato disponibile a darle una mano e promettendo alla donna di organizzarle un incontro con un possibile futuro datore di lavoro. Con questa scusa il cappellano attirava la donna in sagrestia e lì palpeggiava la donna e simulava rapporti sessuali strofinandosi su di essa. Finte promesse che avevano come unico obiettivo quello di appartarsi con la donna, la quale una volta capite le intenzioni meschine del frate, aveva registrato e filmato il tutto per poter poi denunciare gli abusi del religioso. Il servizio era andato in onda domenica sera, scatenando l’indignazione dei cittadini goriziani. L’Arcidiocesi ha subito preso provvedimenti decidendo “di sospendere in via cautelativa fra Valentino Weldemariam dall’incarico di Cappellano dell’ospedale civile di Gorizia, in accordo con i superiori del religioso”.
Ma siamo sicuri che basti questa sospensione dall’incarico? Troppe volte la cronaca locale e nazionale ci ha raccontato di “uomini” di chiesa che, dopo aver abusato di donne o bambini, erano stati semplicemente trasferiti lontano dalle città di provenienza. La Chiesa Cattolica s’è sempre prodigata nel proferire giudizi di moralità nei confronti di esponenti soprattutto del mondo politico, attaccando chi non s’era venduto al demone dell’accoglienza indiscriminata, tacciandone il buon senso di poca umanità, oppure credendo di poter cedere patenti di legittimità politica come successo nella vicina Trieste, dove si era attaccata al carrozzone di “condanne” al corteo di CasaPound Italia del 3 novembre. Ecco, forse sarebbe meglio per la Chiesa Cattolica iniziare un percorso di pulizia interna, e non solo morale, prima di professare giudizi o condanne che oltrepassano i confini spirituali.
Omar Patti

3 Commenti

  1. Ma perché lo Stato Italiano non può mettere in galera un mostro infame che ha aggredito una signora per giunta in un momento difficile e di debolezza.
    Perché siamo costretti ad aspettare che parrocchia, vescovo e papa si degnino di fare una sgridata e magari mandarlo ai mari o ai monti.

  2. Purtroppo il clero continua a godere di un livello di impunità totale.
    Mi auguro che anche tutto ció un giorno abbia fine, attuando a quel punto pene esemplari.

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