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Roma, 30 giu – “Nessun porto chiuso, lo dico da responsabile della Guardia costiera e delle operazioni di soccorso ai migranti. Non stiamo rinunciando a quei princìpi di umanità che l’Italia ha messo in campo con Renzi e Gentiloni”. Lo ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio al Corriere della Sera. In pratica un netto dietrofront del governo due giorni dopo le dichiarazioni opposte del Ministro dell’Interno Marco Minniti che aveva parlato di “situazione ingestibile” e ipotizzato il “blocco degli sbarchi”.

Il governo si è quindi rimangiato tutto? Parrebbe proprio di si ed ovviamente in pochi si stupiscono, vista la politica dell’accoglienza senza limiti attuata fino ad oggi. L’unica dichiarazione sensata pronunciata da un ministro dell’attuale governo, ha subito così una puntuale rettifica da parte di un altro ministro. “La nostra fermezza e la protesta di queste ore – ha specificato Delrio – è per chiedere che l’Inno alla gioia si suoni anche quando sbarcano le navi dei migranti e non solo per celebrare il sogno europeo. Vogliamo risposte. Perché gli sbarchi sono aumentati del 14% e per le condizioni terribili di povertà e instabilità dei Paesi di provenienza, come Siria e Libia”.L’Unione Europea, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture, deve “lavorare al grande piano Marshall per l’Africa suggerito dalla cancelliera Merkel”.

Addirittura secondo Delrio va suonato l’Inno alla gioia quando sbarcano i clandestini. Sembra una barzelletta, purtroppo invece abbiamo sul serio un Ministro delle Infrastrutture convinto che i continui sbarchi non siano un dramma sociale ed economico, bensì un evento straordinario da festeggiare con la musica di Beethoven.

Alessandro Della Guglia

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