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Roma, 30 giu – “Solo nelle ultime ore 8500 sbarchi di clandestini. Un paese invaso sparisce tra gli applausi dei media, dei preti e dei poteri”. Così Marcello Veneziani scrive su Twitter, puntando il dito direttamente su chi plaude al continuo arrivo di immigrati in Italia.Intervistato da Il Primato Nazionale, il noto giornalista autore di vari saggi di successo, sostiene che sia necessaria una immediata “interruzione dei flussi di clandestini”.

Perché ritiene che l’Italia sia un paese letteralmente invaso?

I flussi sono incontrollati e la quantità di clandestini che sbarca ogni giorno sulle coste italiane è superiore persino ad ogni programmazione governativa, oltre ad essere in continua crescita. Lo Stato ha perso il controllo della situazione, l’unica soluzione è l’immediata interruzione dei flussi.

Nel suo ultimo tweet ha parlato di applausi da parte dei preti in seguito allo sbarco di 8500 clandestini. Qual è a suo avviso il ruolo della Chiesa in tutto questo?

Il ruolo della Chiesa, in particolare quella di Papa Francesco, è porsi come prioritario principio dell’accoglienza senza porsi tutte le implicazioni concrete e pratiche. La dispersione della carità non produce carità. E anzi produce effetti stridenti anche con la civiltà cristiana. Sappiamo già quali sono gli effetti drammatici dell’accoglienza senza limiti, basti guardare gli esempi di Francia e Inghilterra. Ci sono tutti i motivi per dire quindi che neppure l’istanza morale della Chiesa può tramutarsi in istanza sociale. Serve in ogni caso distinguere tra la precettistica e le concrete esigenze di una Nazione.

Ha parlato poi di “poteri” che di fatto agevolano l’immigrazione, a quali si riferisce in particolare?

Ai poteri istituzionali in particolare. Quando un capo dello Stato e un Presidente del Consiglio rilanciano sempre e solo un messaggio di accoglienza, il Paese si sbraca e perde la gerarchia delle sue priorità. La priorità per l’Italia dovrebbe essere la tutela dei cittadini italiani. Se non si creano prima dignitose condizioni di vita per gli italiani, accogliere immigrati significa fare un’opera devastante che si ritorce negativamente anche nei confronti di chi viene accolto.

a cura di Eugenio Palazzini

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