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Brescia, 20 nov – Hina Salem è una ragazza diventata tristemente famosa. Immigrata dal Pakistan insieme alla sua famiglia, risiedeva a Brescia. Nel 2006 venne ammazzata dal padre, perché voleva vivere all’occidentale, andando così contro i rigidi dettami della religione islamica a cui la sua famiglia apparteneva.
A distanza di 12 anni il fratello, di cui non si spiega il motivo per cui viva ancora in Italia, ha deciso di togliere la foto della sorella dalla sua tomba. Il motivo? “È indecorosa”. Hina è una delle prime ragazze immigrate che hanno cercato di ribellarsi alla morale musulmana integralista, e per questo ha pagato con la vita. Aveva solo 20 anni quando suo padre prima la uccise sgozzandola e poi la seppellì nel giardino di casa a Ponte Zanano di Sarezzo in provincia di Brescia, con il capo rivolto verso la Mecca. In aiuto al padre, per ammazzare Hina, anche due generi e un cognato.
Nessuno si è mai preoccupato di dare una degna sepoltura alla giovane, che giaceva sotto incolte erbacce. Solo lo scorso giugno un anonimo benefattore ha deciso di prendersi cura della salma di Hina e ha pagato la lapide nel cimitero Vantiniano, in città, affinché la giovane pakistana potesse essere ricordata e riconosciuta.
Oggi il fratello ha deciso di togliere la foto sulla lapide, e afferma di volerla sostituire con un’altra dove Hina è più vestita. “Quell’ immagine non andava bene. Hina era troppo spogliata, indossava una canottiera rosa e per la nostra religione non è rispettoso apparire così su una tomba. Anche nelle vostre chiese non si può entrare in quel modo”, ha spiegato il 26enne Suleman, che all’epoca del delitto era in Pakistan con la madre, ma che dopo l’arresto del padre e la condanna a 30 anni, è diventato di diritto il capofamiglia. A turbarlo è l’immagine della sorella, vestita come una qualunque ventenne italiana, con una maglietta fucsia, senza maniche, una lieve scollatura, e i lunghi capelli neri sciolti sulle spalle che le incorniciano il viso sorridente.
La decisione pare sia stata presa in accordo con la famiglia, e che la comunità islamica non c’entri niente dal momento che l’islam vieta le foto per i defunti. Un elemento in più per dire come l’integrazione degli immigrati, anche a distanza di decenni, sia una chimera. La madre di Hina, all’epoca del delitto, giustificò il marito, minimizzando e dando la colpa alla figlia che a suo dire avrebbe frequentato cattive compagnie. Anche se l’unico che l’ha ammazzata è stato suo padre.
Anna Pedri   
 
 

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3 Commenti

  1. Una ragazza che non è arrivata a 21 anni di vita perchè uccisa barbaramente da suo padre aiutato nel compiere il crimine da suoi parenti, giustificato dalla madre e dopo dodici anni il “fratello ” che si preoccupa di strappare la foto dalla sua lapide.
    Ma perchè quel suleman non viene inquisito visto che ha commesso un reato, perchè il comune non rimette la stessa foto nella quale quella povera ragazza sorrideva alla vita, e poi non si potrebbe rispedire al suo paese il “capofamiglia” …

  2. Schifoso bastardo tribale islamico………..ovviamente la foto della sorella senza velo gli dava fastidio………. Ringraziamo piddini e comunisti vari per averci regalato questa fogna ignobile……. Il padre, ovviamente, andava sepolto vivo e la madre lapidata sulla pubblica via……… Naturalmente sto utilizzando i principi della sciaria ……….. In Italia qualche magistrato politicizzato troverà modo e maniera di incriminare qualcuno di destra per l’efferato gesto……….colpa dei rigurgiti fascisti.

  3. ricordo che la donna si disperò per la prigione per il marito ma, per l’appunto, non fece una piega per la morte della figlia… strano che non sia stata indagata anche lei, dava tanto l’idea di essere complice di tutto questo, se non proprio l’ispiratrice

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