Roma, 13 ott – Parliamoci chiaro: l’amore è una merda. Voglio dire, quando va bene, va benissimo. Ma quando va male… ne vogliamo parlare? Sensi di colpa, pianti, silenzi. Ma chi ce lo fa fare? Ce lo fa fare proprio il dovere di stare male. Perché l’amore ci fa conoscere qualcosa di noi stessi – la parte peggiore, la parte abietta. Che non conosceremmo in altra maniera. Sentirsi in colpa per aver rubato due euro dalla cassa del negozio non è la stessa cosa di sapere di aver fatto del male a chi amiamo. Una famosa canzonetta anni sessanta dice: “You always hurt the one you love”, ferisci sempre chi ami. E viceversa. E Scott Fiztgerald, l’autore de Il grande Gatsby (cioè, mica pizza e fichi) ebbe a scrivere che “E’ più difficile privarsi di un dolore che di un piacere”. Bé, ragazzi, se non fa male non fa ride (questo, invece, era scritto sulla porta di un tatuatore). Stasera fatevi male. Fatevi ridere. Guardate uno di questi film.


5) Harry ti presento Sally – 1989, Rob Reiner 

Nel film di Rob Reiner succede quello che accade ogni qualvolta passa la cometa di Halley. Un uomo e  una donna diventano amici. Reduci entrambi da due relazioni disastrose, tra una battuta e un orgasmo finto, forse (dico forse, spoiler alert!) si innamorano. Una bella favola, davvero – quale coppia resiste a così tanta confidenza? Però le battute fanno ridere. E Dio solo sa che di ridere ci sia bisogno di questi tempi (certo magari non come Joker …)

4) Matrimonio all’italiana – 1964, Vittorio De Sica

Il soggetto è “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo. In breve, Domenico Soriano, donnaiolo napoletano (Matroianni), è legato all’ex prostituta Filumena Marturano da una lunghissima relazione, iniziata durante la seconda guerra mondiale. Parono innamorati eh; lui la vizia e pure se si allontana torna sempre da lei. Filomena, però, signori, è sempre una mignotta (scusate il francesismo). E Don Mimì più di così non le dà. Quindi Filomena che adesso vuole diventare donna onesta, e che da lui ha avuto pure un figlio, si inventa un magheggio per testare l’onestà dell’uomo che ama – o meglio, quanto è disposto a barattare per lei. La Loren è di una bellezza sconcertante. Ed è pure brava. E insomma, il film è un capolavoro.

3) Her –   2013, Spike Jonze

Siamo in un futuro molto prossimo in cui i sistemi operativi saranno così sviluppati da poter avere persino una personalità. E Theodore (Joaquin Phoenix), uscito a pezzi (e forse con colpa) da un divorzio con una donna che amava moltissimo, pensa bene di mettere tutte le uova nel paniere e s’innamora di Samantha, il suo sistema operativo (che ha la voce di Scarlett Johansson, ok … ma non il resto). Sam e Theodore  hanno una relazione che gli altri non capiscono e forse esiste solo nella testa dell’umano (questo dovrebbe suonare familiare per molti di voi – per me si). Poi vedete voi come va a finire. “Il passato è solo una storia che raccontiamo a noi stessi” dice Sam a Theodore. Poi chiedetevi perché lui abbia preferito un sistema operativo a un’umana ….

2) Straziami ma di baci saziami – 1968, Dino Risi

In questo film di Dino Risi, Marino (Nino Manfredi) s’innamora della bella e tosta marchigiana Marisa. In mezzo alle campagne di Sacrofante Marche è tutto un idillio. Poi, però, il dubbio s’insinua nella coppia e quando Marino ne chiede conto a Marisa, scoppia il polverone. Lei scappa, se ne va a Roma, si sposa con Ugo Tognazzi (sordo ma mica scemo). Marino perde il lavoro, dimagrisce, diventa un barbone. Poi, l’occasione della vita: Marino torna alla ribalta. E si presenta a casa di Marisa. Gli accenti fanno ridere e rendono tragicomico ogni pretesa di solennità. E’ un film che fa ridere il giusto, sull’amore. Purché certo, voi lo prendiate per quello che è (l’amore, non il film, che è un capolavoro).

  1. Il Dottor Zivago  – 1965, David Lean

In diretto collegamento col film al numero 2. Secondo la prima sinossi che trovate su internet: “Un sensibile medico russo si trova combattuto tra le emozioni che sente per la moglie e quelle che prova per un’altra donna, suo grande amore”. E fa ridere questa trama così risolta, tipo le recensioni da una stella sui capolavori della filosofia. Il “sensibile medico” è appunto Jurij Živago (il bellissimo Omar Sharif). Siamo in Russia, sullo scoppio della prima guerra mondiale e la rivoluzione è alle porte. Secondo me, anzi, oggettivamente, non si può parlare di questo film. Lo dovete vedere, come dovete vedere Via col vento (che non è un film “d’amore”, anche se l’amore c’è tra Rossella e Rhett) perché è un grande classico della “presammale”. Non tiene un profilo basso. Come d’altronde fa l’amore. E’ altissimi e bassissimi, è fare il funambolo su quel filo di seta che lega un picco ad un altro – la gravità esiste solo se guardate giù. Con questo film piangerete lacrime amare. Ma non ringraziatemi.

Ilaria Paoletti

 

 

2 Commenti

  1. L’amore non esiste più. Il femminismo ha distrutto anche quello. Ora per piacere ad una donna devi essere belloccio o figo. Altrimenti puoi crepare. Tempo perso.

  2. …..
    tutta letteratura:
    io ho cercato l’amore,quel grande amore che fa sognare,che sa volare…
    e che cantano tuttora cantanti e poeti,
    DOVUNQUE:
    per mari,monti,valli e montagne.
    l’ho trovato SOLO nel cuore degli uomini,e in quello ancora acerbo di qualche ragazzina
    troppo giovane per essere corrotta dal femminismo…e comunque troppo giovane per essere diretto a me:
    dentro quasi tutto il resto delle donne adulte di oggi c’è solo una pietraia sterile,che fiorisce (ed anche poco)
    solo per i figli,quando si scomodano ad averli:
    mentre per loro gli uomini sono solo utili…a volte ammirati,
    e per questo ancora (mal)
    sopportati,ma certo
    NON amati.

    e siccome gli uomini se ne sono resi finalmente conto,
    sta andando tutto in vacca,come è ovvio….
    e peggiorerà molto.

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