Milano, 30 apr – I No Expo? I lavoratori? Gli studenti? Macché, quelli scesi oggi in piazza a Milano sono i soliti centri sociali, quelli dell’antifascismo militante. Per riconoscerli basta un semplice test: vedere come reagiscono davanti a un tricolore. Ecco cosa è accaduto oggi quando n uomo sulla sessantina si è affacciato da un balcone mostrando alla piazza gremita di manifestanti la bandiera italiana. Dal corteo studentesco no Expo sono volate uova e svariati insulti all’indirizzo dell’uomo.

Sangue di Enea Ritter

6 Commenti

  1. quello che avrebbero dovuto fare nn è, lanciare uova…la maleducazione e la mancanza di rispetto non sono tollerabbili…a quelli che erano a tirare uova, chiedo di riflettere suggerendo che in situazione simile nn tirare le uova, ma fermarsi da colui che sventola fiero la bandiera italiana parlarci e spiegare le vostre molteplici e veritiere ragioni di per cui nn siete orgogliosi della bandiera come lui….sono sicura che parlando con il vecchietto in finestra avrebbero fatto più bella figura e sono sicura che il vecchietto,dopo aver ascoltato le vostre ragioni avrebbe capito e indietregiato la bandiera….essere orgogliosi dell’expo come fiera si, ma dopo tutto non ce da essere orgogliosi di un paese come questo che dietro l’idea dell’expo ah creato impicci e imbrogli.contate fino a 10 nn passate al torto peccando di maleducazione…..

  2. a sara ma va a quel paese, letteralmente, te e l’indietreggiare la bandiera, se ve piace tanto il comunismo andate a vive in cina, così c’avete una bandiera rossa a sventolare sulle vostre 12 ore di lavoro al giorno e il carcere se solo pensate di scioperare… l’expo è frutto di tutti i partitini pseudo ideologici che avete votato per anni, non di una bandiera che nel bene o nel male rappresenta il nostro paese e i nostri morti… l’italia migliorerà quando gente come te smetterà di votare, di parlare, tanto avete smesso di pensare da anni.

  3. Grido VIVA L’ITALIA, VIVA IL POPOLO ITALIANO e intono: “… al grido nostro quella canaglia dovrà tremare dovrà tremar!”.

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