Roma, 3 mag – Italia invasa dai ghetti clandestini, da anni, ogni anno. Non rendersene conto, come qualcuno continua fare, significa o ignorare la realtà e vivere in una dimensione parallela oppure essere apertamente in malafede. Del resto, un paio di giorni fa, perfino un sindaco di sinistra come Dario Nardella è stato costretto ad ammettere l’insostenibilità della situazione.

Italia, ghetti clandestini ovunque: eccoli

Come riporta il Giornale, gli insediamenti ormai sono ovunque. Da Nord a Sud, dalla Sicilia alla Lombardia, da San Ferdinando a Mazara del Vallo. Chiamiamoli con il nome che meritano: ghetti. Ghetti abitati da clandestini di cui non si sa nulla, logicamente in grado di poter fare tutto, ovviamente tendente al male, perché quando non hai niente e non sai neanche dove sei la bussola si perde con una facilità ancora maggiore. E allora si parla giustamente di quello che avviene in questi luoghi, dalle risse alle violenze, al perenne scontro etnico che in città come Londra sono l’abitudine da decenni e da noi stiamo “sperimentando con successo” da qualche anno, con buona pace dell’immigrazionista medio che vive nelle ztl o in aree tranquille per cui la questione non sconvolge l’esistenza soltanto perché non la sconvolge a lui, tanto economicamente quanto civilmente. Solo a Milano ci sarebbero 50mila clandestini e la stessa stazione Centrale è praticamente un ghetto all’aperto. Il numero più alto di insediamenti abusivi, invece, è in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. C’è chi sfrutta i clandestini per pagare il lavoro due spiccioli e – naturalmente – allontanare gli italiani da alcuni impieghi, ben consci delle paghe da fame a differenza degli immigrati non consapevoli dell’inferno in cui sono finiti e in quanto tali capaci di accettare qualsiasi schifezza.

Un fenomeno naturale, alla faccia di chi non rispetta l’essere umano, di qualsiasi colore o cultura

Ghettizzazione spontanea a causa di un fenomeno che viene promosso come un tripudio di bontà e di solidarietà, favorevole a una presunta integrazione e fusione che non avviene mai. Né in termini culturali né etnici, dal momento che gli immigrazionisti si dichiarano amorevolmente attratti da un meticciato che, nei fatti, nessuna cultura insegue, preferendo la vicinanza ai propri connazionali, come peraltro è naturale e logico che sia. Uno dei risultati dell’immigrazione di massa è proprio quello che abbiamo sotto gli occhi, la ghettizzazione. Non c’è stupro maggiore della natura umana di quello di non rispettare le sue diversità interne, il sacrosanto diritto dei popoli a vivere in pace nei loro territori nativi senza andare a distruggersi e distruggere in Paesi altrui. Non c’è violenza maggiore di chi promuove una convivenza forzata tra popoli diversissimi tra loro sotto lo stesso tetto, cosa ben diversa da essere o ricevere graditi ospiti a cui dare il massimo delle attenzioni e della cortesia. Chi non capisce una banalità così ovvia e a prova di imbecille è semplicemente qualcuno che disprezza profondamente la natura umana di cui ha pure la faccia tosta di dichiararsi difensore. Ma è tipico del globalista fare il viso da angelo mentre perpetra le peggiori aberrazioni sociali, culturali, economiche ma sopratuttto umane.

Stelio Fergola

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