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Roma, 4 ago – Un omicidio-suicidio e un altro suicidio nel giro di poche ore, tutti per ragioni economiche. Succede nell’Italia che, almeno nei numeri dell’Istat, vede un qualche sprazzo di segno positivo, evidentemente non sufficiente a poter giudicare la crisi come passata. Tutt’altro.

Il primo caso a Umbertide, provincia di Perugia, dove ieri il titolare di un’azienda metalmeccanica con 130 dipendenti si è impiccato in un sottoscala dell’azienda, lasciando un biglietto di addio sulla propria scrivania nel quale spiegava il perché dell’estremo gesto: la banca gli aveva rifiutato l’apertura di una nuova linea di credito, per cui non sarebbe più riuscito a pagare gli stipendi agli operai, già in ritardo di una mensilità.

Sempre di un imprenditore, commerciante nel settore dei mobili d’antiquariato, si parla nel secondo fatto di cronaca nera, avvenuto alle prime luci dell’alba di oggi a Ferrara dove nella prima mattina un uomo di 77 anni, titolare di un piccolo storico negozio nel pieno centro della città estense – da tempo in crisi – ha prima ucciso la moglie e il figlio di 48 anni, per poi dar fuoco all’abitazione e, una volta uscito di casa e percorse poche centinaia di metri, uccidersi a sua volta con un colpo di pistola. Il triplice delitto è da ricondursi alle difficoltà economiche nei quali la famiglia versava: il figlio era disoccupato e oggi l’ufficiale giudiziario avrebbe dovuto notificare ai coniugi uno sfratto rimandato il mese scorso.

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