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Roma, 9 gen – Conoscevamo già la “generazione X”. Ci mancava, tuttavia, il “sesso X”. Succede anche questo, precisamente nello Stato di Washington, negli Stati Uniti. A partire dal 27 gennaio, infatti, sarà possibile inserire “X” nei documenti di nascita, alla voce “genere”. I cittadini interessati potranno modificare i documenti che sono già in loro possesso, senza la necessità di una lettera del medico a certificare la necessità, come previsto finora. Solo i minorenni dovranno presentare il consenso dei genitori e una certificazione medica per ottenere i nuovi documenti. La novità non si applica invece ai nuovi certificati per neonati. Normative simili entreranno presto in vigore anche in Oregon e in California. Secondo il sito web del dipartimento della Salute dello Stato statunitense, la “X” definirebbe “un genere che non è esclusivamente maschile o femminile, includendo, ma non limitandosi a, intersex, agender, amalgagender, androgini, bigender, demigender, female-to-male, genderfluid, genderqueer, male-to-female, neutri, non-binari, pangender, terzo sesso, transgender, transessuali, two spirit e altro non specificato”.
I deliri linguistici delle fanzine dei collettivi femministi degli anni Settanta acquistano quindi dignità legislativa, con parole come “amalgagender” o “two spirit” che finiscono in documenti ufficiali. Nessuno creda, comunque, che si tratti solo di americanate. A novembre, la Corte costituzionale tedesca, mettendo fine a una vicenda giudiziaria risalente al 2014, ha intimato a governo e Parlamento teutonici di riconoscere l’esistenza di un terzo sesso. Tutto nasce dal ricorso di Vanja, una ragazza nata nel 1989 che, a un certo punto, ha deciso di cominciare un trattamento ormonale. Fattasi crescere la barba, Vanja ha quindi ritenuto di dover aggiornare anche i suoi documenti anagrafici. Nel 2016 la Corte di Cassazione le ha dato torto, sostenendo che in Germania non esistesse il riconoscimento di un terzo sesso. Il ricorso alla Consulta le ha invece dato ragione. Secondo la Corte di Karlsruhe, il potere legislativo deve dare applicazione alla decisione di creare un terzo genere, impiegando «una definizione positiva» come per esempio “intersex”. Anche in quel caso, si è stabilito che nei nuovi documenti ufficiali ci potrà essere magari una “X”. L’associazione Dritte Option, che ha aiutato Vanja nel ricorso, punta ora alla creazione di toilette ad hoc e alla rettifica dei formulari. Largo al terzo sesso, quindi.
Giuliano Lebelli

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4 Commenti

  1. Ricapitolando……. sodomiti, lesbiche,amebe ed ermafroditi…… ovvero niente di nuovo sotto al sole…….se ne vantano?ne vanno fieri o fiere?rompono pure i coglioni?…….per i bianchi eterosessuali restano le colline e l’allevamento delle greggi…..e i bambini, i figli nati secondo travaglio naturale????…..giù dalla rupe,potrebbero rovinare il futuro mondo di froci e lesbiche…… Fate un po il ca**o che vi pare ma non rompeteci i coglioni per favore……

  2. ….quando apri il vaso di Pandora,viene fuori di tutto ed il contrario di tutto.Ho letto superficialmente senza approfondire le fonti,ma da quello che ho capito in quel di Londra il Sindaco Pakistano sta progettando dei bagni pubblici comuni ai tutti i sessi del mondo;
    quindi in Germania stanno pensando ad un terzo bagno pubblico solo per gli X-GENDERS (sembra una serie della Marvel..) in Inghilterra invece l’opposto,un solo ed unico bagnone pubblico (immagino che bel regalo a pervertiti,guardoni e pedofili) — sempre che quella notizia sia confermata.

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