Home » Il Messaggero si inventa “il rave di CasaPound”. Ma la festa era autorizzata

Il Messaggero si inventa “il rave di CasaPound”. Ma la festa era autorizzata

by La Redazione
1 commento

Roma, 18 giu – Il Messaggero tenta un’improbabile rincorsa ai fuoriclasse delle inchieste bufala e finisce per sparare una serie di fesserie contro CasaPound. Non c’è niente da fare, nel campo dei finti scoop dalle parti di Repubblica ed Espresso la sanno lunga e non intendono affatto mollare il gradino più alto del podio. Ecco allora che nonostante il titolone surreale: “Roma, rave illegale di CasaPound al Villaggio Olimpico”, l’articolo del quotidiano capitolino finisce per strappare sorrisi a denti stretti giusto per stoppare i facili sbadigli dei lettori.
Il movimento della tartaruga frecciata sarebbe infatti responsabile di aver organizzato un “rave”, giusto per buttarsi in un paragone grottesco con i free party a base di droga e musica techno improvvisati in luoghi occupati per l’occasione da gruppi che ben poco hanno a che vedere con CasaPound. Eppure anche i sassi sanno che le sostanze stupefacenti, di qualunque tipo, sono bandite dai cattivissimi “fascisti”. In preda al perbenismo securitario, il Messaggero ha voluto però stigmatizzare così la decima edizione di Tana delle Tigri, evento che appunto CasaPound organizza a Roma da dieci anni e che era regolarmente autorizzato (neanche la fatica di informarsi a riguardo). Fino ad oggi evidentemente il locale quotidiano era in tutt’altre faccende affaccendato, ma la tempestività d’altronde non è cosa da tutti.
Una festa musicale con migliaia di partecipanti in zona Ponte Milvio ha sbloccato però d’un tratto il lucchetto dei giornalisti d’assalto della Caltagirone Editore, che hanno pensato bene di strappare un paio di dichiarazioni a presunti residenti irritati per “gli schiamazzi e la musica alta”. Tutto qua, in fondo non c’era molto altro da dire, a parte provare ad attirare l’attenzione dei sonnacchiosi lettori estivi con un titolo eccitante, pardon, fuorviante. Adesso ovviamente ci attendiamo ogni fine settimana mirabolanti inchieste targate Messaggero. Certo non sarà facile rincorrere in giro per la Capitale tutti gli eventi musicali non graditi al vicino di casa del vicino di casa del giornalista di turno. Ma per uno scoop che non è uno scoop a volte si fanno miracoli.
Eugenio Palazzini

You may also like

1 commento

Benny 19 Giugno 2018 - 10:48

Articolo abbastanza telefonato… si sa che quando si fa “politica” si tende a svalorizzare la controparte, quindi fin qui nulla di nuovo, sapete già che ogni passo che facciamo ci sarà qualcuno pronto a criticarci, sempre.
Tuttavia va detto che l’articolo riporta inesattezze, anche abbastanza gravi.
Primo tra tutti che i cattivoni “fascisti” non assumono sostanze stupefacenti, quando di cattivoni schierati che pippano ne conoscono in quantità, e come li conoscono io li conoscete voi. Inutile raccontarsele.
Ancora più grave, secondo me, fare una festa con fiumi di alcol e dire che le sostanze da noi sono vietate… quando è almeno un secolo che ormai la scienza ha classificato l’alcol come sostanza stupefacente A TUTTI GLI EFFETTI, se non una delle peggiori.
Tutta questa ipocrisia mi fa perdere fiducia nel movimento, perchè pensavo fossimo persone oneste al 100%.
Ciao

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati