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“Il mio omaggio alle eroine europee cadute nell’oblio”: parla Audrey D’Aguanno, autrice de Le Audaci

by Chiara del Fiacco
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le audaci

Roma, 29 apr – Parla Audrey D’Aguanno, giornalista, scrittrice e autrice del libro Le Audaci, ora edito anche in italiano da Ferrogallico.

Le audaci. Intervista ad Audrey D’Aguanno

Prima di parlare della tua opera, in cui, lo anticipiamo, sei stata affiancata dalle magnifiche illustrazioni di Aude Benoit, vorremmo che ci parlassi della tua recente esperienza al decimo incontro europeo dell’Istituto Iliade. Hai partecipato, portando un testo sul tema del convegno, ovvero, il declino antropologico europeo. Di che si tratta?

Il tema di quest’anno è stato molto interessante e – ahimè – molto tangibile. Perché questo declino antropologico, che non è più il semplice spettacolo di una decadenza, lo si può vedere tutti i giorni attraverso varie manifestazioni come l’abbassamento del quoziente intellettivo, l’infertilità – volontaria o meno -, la moltiplicazione dei disturbi psicologici dei nostri contemporanei. Il convegno si è concentrato non sulle sue cause ma sull’elaborazione di nuove piste o di risposte per arginarlo.

Questo declino è, a mio parere, dovuto anche alla nostra perdita di memoria. Non sappiamo più chi siamo, e, ciò che è  peggio, il nostro passato, quando non è del tutto cancellato, viene infangato. Ogni giorno, in ogni ambito, ci viene detto che i nostri antenati sono la radice del male, che siamo portatori del bacillo del razzismo, della colonizzazione, dello sminuire le donne, ecc..

Ed è in questo ambiente tossico, fatto di colpevolizzazione permanente e mistificazione perniciosa della nostra storia, che vivono i ragazzi di oggi. Come possono crescere bene?

Il mio intervento si è quindi concentrato sull’incarnazione dei valori fondanti della nostra civiltà. Ho voluto ricordare attraverso personaggi storici ed eventi concreti e realmente accaduti la bellezza di questa civiltà, la sua grandezza e sopratutto che non c’e nessuna fatalità alla sua scomparsa.

Ci puoi raccontare come si è svolto il convegno?

Durante il convegno, si alternano conferenze dalle 10 alle 19. C’è anche una mostra d’arte e numerosi stand dai quali si può constatare la ricchezza creatrice del nostro ambiente.

É un grande momento di aggregazione in cui, oltre a ritrovare amici e conoscenti, si incontrano nuove persone, autori, giornalisti ecc. Per dare un esempio, è durante uno di questi convegni che ho conosciuto Aude Benoit. L’anno seguente le ho proposto di realizzare le illustrazioni del libro. É quindi un evento in cui si abbozzano e si concretizzano nuovi progetti. Questo è il successo del convegno. Ma ci tengo a ricordare che il lavoro non si limita a quello, poiché l’Institut Iliade è una scuola di formazione che opera e forma decine di giovani tutto l’anno.

Gli argomenti trattati durante il convegno sono stati numerosissimi. Particolarmente pertinente sono le piste aperte e i temi veramente dibattuti. Quando ci si interessa alla metapolitica o al pensiero in generale, si riesce ad avere le idee chiare su tanti argomenti. Ma, purtroppo, spesso questo pensiero tende a rimanere statico, cristallizzato, lasciandoci fermi sulle nostre posizioni. Per fare due esempi, survivalismo e transumanesimo, sono due temi, che, in seno alla nostra famiglia di pensiero, hanno i loro sostenitori e i loro detrattori. Esposti da Lionel Rondoin, un ex ufficiale paracadutista per il primo, e il secondo da Adriano Scianca, che conoscete bene, hanno forniti punti di vista, aggiornamenti, riflessioni, completamente diversi, ai quali non si pensa necessariamente. Il confronto delle idee, in tal modo, non si ferma mai.

Come ti è venuta l’idea di scrivere Le Audaci – Donne d’Europa di ieri per ragazze di oggi? Come possono essere utili oggi questi modelli che vengono dal passato?

Se la divulgazione storica è sempre stato un mio intento, devo dire che, essendo francese, nata prima di questa insensata cabala contro il patriarcato e l’uomo bianco in generale e avendo studiato storia prima che siano stati eretti muri tra uomini e donne, non avevo mai pensato di separarli e dedicare un’opera alle sole donne. Sono, come scriveva Plutarco, convinta che “l’eccellenza dell’uomo e della donna sono la stessa medesima cosa.”

Questo libro è stato frutto di una reazione. Una reazione a tutte le menzogne propinate sul passato europeo che, ricordiamolo, è la scena in cui le donne hanno avuto i più grandi ruoli e le più grandi possibilità. Hanno guidato imperi, nazioni, eserciti, creato corte letterarie e opere d’arte ecc.. e gli uomini non hanno mai avuto problemi a seguirle, elogiarle e fidarsi di loro, quando lo meritavano. Le nostre antiche cronache traboccano di esempi femminili, altro che vittime!

Il libro è un omaggio: a queste nostre antenate ingiustamente sprofondate nell’oblio. Queste figure eroiche non rappresentano solo il nostro passato ma il nostro DNA. Ispirare le nuove generazioni con le loro gesta significa non soltanto ristabilire la verità sulla nostra civiltà, ma anche evitare che cadano nella trappola così in voga del vittimismo. Non siamo una minoranza da difendere, prova ne è la nostra storia, dall’antica Etruria al trono russo!

Cosa cercano, secondo te, i giovani e giovanissimi di oggi? Si accontentano di quello che gli viene proposto dalla cultura dominante o hanno bisogno di altri stimoli?

Figli di generazioni di genitori anch’essi smarriti, sradicati e con una vita priva di senso, sono diventati anche pessimisti: diversamente da noi, non hanno nemmeno più la fortuna di poter credere nell’avvenire. Quell’immagine nietzschiana di esseri persi nell’immensità del mare, alla deriva senza terra ferma che li circondi, non è mai stata più rilevante: in una società nichilista che ha decostruito ogni valore non hanno più niente a cui aggrapparsi.

E quali sono i modelli proposti oggi? Frida Kahlo, Rosa Parks, MeeToo… persino Michele Obama o l’assassina Winny Mandela! Oltre all’evidente problema identitario, questi presunti modelli sono qui per suggerire – ancora una volta – che il mondo di cui siamo eredi era buio e ingiusto.

È fondamentale rovesciare questa narrazione deleteria; i giovani di oggi hanno bisogno di modelli positivi, di bellezza, di grandezza, di onore. Hanno bisogno di capire che i valori sui quali sono fondati le civiltà, e in particolare la nostra, sono positivi.

Inoltre, devono capire che possono. Purtroppo, al di là dei pochi ebeti convinti di essere dei supereroi mentre danneggiano opere d’arte per salvare il pianeta, c’e tutta una parte di gioventù che non ha fiducia in sé stessa, ed è completamente apatica. Dobbiamo ricordargli che sono eredi della civiltà più proficua di pensatori, ingegneri, esploratori, poeti, conquistatori; è anche un modo per rendergli quella sana carica giovanile che dovrebbero avere, segno di una civiltà in buona salute.

Davanti alla presunta scomparsa dei generi maschile e femminile, della madre e del padre, del concetto stesso di famiglia, quali armi possiamo consegnare ai nostri figli per difenderli da un’omologazione che rischia di farli scomparire dalla Storia ?

La prima arma, che presuppone tutto il resto, è, a mio parere, quella di sviluppare il loro senso critico. Fargli capire che esiste un’altra realtà, diversa da quella diffusa dai media e dal mondo istituzionale, e che c’e un altro mondo al di fuori dei social network.

Per questo il Covid e il suo circo di menzogne e di assurdità è stato un’ottima spinta verso quello spirito critico. “Siediti altrimenti prendi il covid, torna a casa alle 18 altrimenti prendi il covid”.. sono state delle brecce aperte per potere spiegare alcune cose. Come funziona la nostra società, che non è solo un “andrà tutto bene” e hop! chiuso l’argomento, ma una scena dove si affrontano delle forze, che la storia la scriviamo noi ecc. Che “l’aria del tempo”, il pensiero dominante che impera oggi proviene da persone, in carne ed ossa, e che si può essere d’accordo, ma anche in disaccordo con loro.

La verità è un bisogno dell’anima. I nostri figli, a qualsiasi età, hanno bisogno di sapere. Abbiamo quindi un’immensa responsabilità nei loro confronti. Ma siamo anche fortunati, perché sono curiosi, e se questa curiosità viene stimolata da piccoli, sarà con loro per sempre. Ed è quella volontà di sapere le cose che fa e farà le differenza.

Quali sono, a tuo avviso, i rischi dei social network per i ragazzi e le ragazze?

Alienazione, perdita totale della concentrazione, omologazione sociale e del pensiero, cyberbullismo, esposizione alla pornografia e alla prostituzione, dismorfofobia, oltre ovviamente all’adescamento da parte di predatori sessuali. Tutti rischi ben conosciuti dai genitori dimissionari che troppo spesso, però, chiudono gli occhi per mantenere il loro status di “genitori cool”, quando non sono anch’essi completamente alienati.

L’istituzione scolastica, in linea con le abominevoli teorie gender, con la cancellazione storica e l’etnomasochismo, può essere in qualche modo recuperata o è ormai da buttare via? Mi spiego: è ancora il caso di lottare per una buona scuola? Che ne pensi della scuola a casa?

Posso parlare di quello che conosco al momento, la scuola materna e elementare. Devo dire che finora mi sono trovata bene, ma perché ho scelto degli istituti che si potrebbero definire, non a caso, “vecchia scuola”. Scegliere è quindi assolutamente fondamentale. Ed è spesso l’unico margine di manovra rimasto. Perché il tema della scuola a casa, sganciato da una rivoluzione in materia di costo del lavoro o da un salario materno, rimarrà il privilegio di quelle pochissime famiglie in cui uno dei due genitori può permettersi di non lavorare. Auspicabile per quelli che lo possono fare, difficilmente fattibile nella realtà italiana odierna. Si può pensare nuovi sistemi, organizzarsi con più famiglie, ma con l’isolamento delle madri e la rovina dei tessuti sociali, non è una cosa di certo facile.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Un libro per i maschietti anche loro bisognosi di modelli audaci?

Continuerò a collaborare con varie testate francesi per diffondere la nostra visione del mondo e divulgare la nostra splendida storia. Il libro per i maschietti è quasi pronto. L’approccio è un po’ diverso, in quanto i maschi non hanno bisogno di “prove” per dimostrare che anche loro hanno fatto la storia, ma sarà anch’esso ricco di personaggi incredibili, esemplari, tosti. Perché così erano i nostri avi.

Chiara del Fiacco

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