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Minniti profughi Berlino terrrorismoRoma, 20 dic – Il neo ministro dell’Interno Marco Minniti farebbe bene a prendere nota dopo l’attentato di ieri sera a Berlino: i profughi uccidono e la connessione tra immigrazione e terrorismo è evidente. Eminenza grigia che agli studi televisivi e i talk show preferisce le stanze del potere, Minniti ad una festa dell’Unità del settembre scorso arrivò a dire: “Abbiamo un dato di fatto: tutti gli attentati che sono avvenuti in Europa sono avvenuti sulla base di iniziative di cittadini europei. Non è arrivato nessuno sui barconi per fare un attentato“. L’allora sottosegretario raccolse gli applausi della folla piddina, nonostante la “supercazzola” fosse evidente. E’ necessario lo sforzo propagandistico di una Cecìle Kyenge al massimo della forma infatti, per arrivare a sostenere che due islamici figli di immigrati come Salah Abdeslam o Ibrahim El Bakraoui, siano cittadini europei allo stessa stregua di un Giorgio Fumagalli o un Karl Schneider, solo per il fatto di possedere un passaporto belga o francese.

L’elenco dei richiedenti asilo (immigrati clandestini giunti o con i barconi o per la rotta balcanica) autori di attentati non è poi così breve. Basta ricordare che uno degli attentatori di Parigi, Ali Al-Iraqi che si fece esplodere allo Stade de France era arrivato in Europa proprio su un barcone. Passando in Germania, come dimenticare il dicassettenne afghano, rifugiato classificato come minorenne non accompagnato, che a colpi di ascia e coltello attaccò i passeggeri di un treno in Baviera, o Mohammed Delel, il richiedente asilo siriano che si è fatto esplodere ad Ansbach, non lontano da Norimberga, nel tentativo di compiere una strage.

Ora che anche l’attentatore di Berlino si è scoperto essere un richiedente asilo pakistano giunto in Germania nel febbraio scorso come “migrante”, ora che la poliza tedesca sta setacciando i campi profughi della capitale in cerca di complici, chissà se Marco Minniti avrà il coraggio e l’intelligenza di prendere nota di fatti che smentiscono clamorosamente le sue dichiarazioni di pochi mesi fa. Il dubbio è che non lo farà e che nel cambio tra Alfano e il suo successore, la sensazione è di essere passati dalla padella alla brace.

Giorgio Nigra e Davide Romano

1 commento

  1. in realtà è molto più grave e preoccupante per la nostra società il figlio di immigrati che compie attentati (e questo a far data dalle bombe nella metro a Londra nel 2005) del “kabib” che arriva col barcone;perchè nel primo caso si ha la prova provata che non sempre la mitica INTEGRAZIONE funziona (sia che regali passaporto e nuova cittadinza o meno) e che quando non funziona non un è videogioco, ma si muore per davvero.

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